ISPI Dossier
20 Aprile 2018
G8-G20: l’architettura globale alla prova delle crisi
- Background -

La storia dei vertici

Il Gruppo dei 6 paesi (G6: Stati Uniti, Germania occidentale – Germania unificata dal 1990 –, Francia, Regno Unito, Italia e Giappone) si riunì per la prima volta nel 1975 a Rambouillet, due anni dopo la crisi petrolifera del 1973 che aveva messo in crisi l’accesso incondizionato al mercato energetico da parte dei paesi industrializzati. La crisi aveva colpito le economie più avanzate, che dipendevano dall’importazione di combustibili fossili dai paesi produttori. Alcuni paesi avvertirono l’esigenza di aprire un nuovo canale di coordinamento, più snello rispetto alle istituzioni internazionali già esistenti. Crearono così un forum informale in cui far convenire una volta all’anno i capi di stato e di governo dei differenti paesi.

Nel 1976 il gruppo venne allargato al Canada e assunse la denominazione di G7. Nel frattempo gli incontri annuali si andavano affermando come prassi sempre più condivisa, e iniziavano a comprendere un lavoro sottotraccia nell’arco di tutto l’anno da parte di funzionari assegnati direttamente a quell’incarico. Accanto all’affermazione del vertice come pratica periodica maturavano critiche crescenti verso quello che i paesi esclusi percepivano come un ‘cartello’ che raccoglieva gli interessi oligopolistici di una ristretta cerchia di stati avanzati.

Dal 1977 al vertice venne invitata la presidenza della Commissione europea, e dal 1997 anche la Russia aderì formalmente al gruppo, che diventava G8, ma senza partecipare agli incontri dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, che restavano ridotti a 7 paesi.

E’ solo con la recente crisi finanziaria ed economica globale che le pressioni a partecipare alle riunioni di coordinamento tra le potenze economiche mondiali da parte di alcuni dei paesi esclusi hanno trovato formale riconoscimento. Al vertice G20 di settembre 2009 a Pittsburgh, i paesi membri (tra i quali sono inclusi tutti i membri del G8 e l’Ue) hanno deciso che quello sarebbe stato il foro deputato a discutere le questioni macroeconomiche globali, proprio in ragione della più ampia rappresentatività: i due terzi della popolazione mondiale, oltre l’85% del Pil mondiale e l’80% del commercio internazionale. A Washington non venne però decisa la formale abolizione del G8, né se ne restrinsero con precisione le competenze a materie non economiche.

Perciò oggi l’economia mondiale si muove in una sorta di interregno istituzionale. L’incontro del 25-27 giugno in Canada, in cui per la prima volta G8 e G20 si terranno in contemporanea, nello stesso paese e a soli 200 chilometri di distanza, pone sul tappeto una serie di questioni che si fanno sempre più urgenti.

Canada 2010: i temi in agenda negli incontri del 25-27 giugno

Il vertice G8 di quest’anno si terrà a Huntsville sotto la presidenza canadese, mentre il G20 si terrà a Toronto sotto gli auspici di una copresidenza canadese e sudcoreana (un secondo G20 avrà luogo a novembre in a Seul, con presidenza unica). E’ possibile dedurre l’agenda dei due summit grazie alle dichiarazioni dei leader e agli incontri preliminari dei ministri degli esteri, dello sviluppo e delle finanze dei paesi membri, che producono i documenti preparatori per i due incontri di giugno.

Per entrambi gli incontri l’agenda è da sempre maggiormente dettata dall’attualità piuttosto che dalla ricerca di soluzioni e indicazioni di medio-lungo periodo.

G7/G8

Economia. La decisione dei leader mondiali riunitisi a Pittsburgh di delegare questo tema al G20 ridimensiona il G7/G8 economico di quest’anno a una specie di ‘gabinetto ristretto’ dove i paesi maggiormente colpiti dalla crisi potranno discutere e concordare una linea comune da portare al G20. L’aggravarsi della crisi europea degli ultimi mesi e il suo lento ma sensibile sganciamento dall’andamento dell’economia americana (che dà, invece, deboli segnali di ripresa) rischiando di ridurre ulteriormente il prestigio e il ruolo di leadership un tempo esercitato dal G7/G8 su questo tema. Quasi sicuramente la discussione verterà sulla proposta europea di tassare le banche in modo da costringerle a partecipare ai costi della crisi che hanno contribuito a creare, e su quella di tassare in misura maggiore le transazioni finanziarie rispetto al credito concesso a famiglie e imprese.

Sviluppo. Ridottasi l’importanza del vertice per dirimere questioni economiche, la presidenza canadese ha deciso di puntare sul tema degli aiuti allo sviluppo. In particolare, quest’anno al vertice si discuterà delle misure per migliorare la salute delle donne e dei bambini, soprattutto nei periodi di gravidanza, con il duplice obiettivo di ridurre la mortalità infantile e di fornire alle donne strumenti efficaci di family planning.

Politica estera. Sono previste discussioni informali sulla sicurezza, la proliferazione nucleare, il terrorismo, la pirateria, e sui rischi posti dal cambiamento climatico. Il focus prevalentemente economico del vertice dovrebbe però ostacolare l’accordo su temi tanto complessi, soprattutto se si tiene in considerazione che alle discussioni sulla politica estera partecipa anche la Russia.

G20

L’agenda economica. Tra i temi in programma, i più importanti saranno la riforma dei sistemi bancario e finanziario, il nuovo peso da conferire ai paesi emergenti nelle istituzioni economiche internazionali (Fmi e Banca mondiale) e il riequilibrio delle bilance dei pagamenti nazionali (per trovare una risposta comune a uno dei fattori determinanti dello squilibrio della struttura dell’attuale economia globale, quello tra risparmio cinese e consumi americani) . Una questione non secondaria, infine, sarà quella del modello da adottare per un approccio più sistematico ai rischi legati ai deficit dei bilanci pubblici in Europa, attraverso il rafforzamento della cooperazione tra il Fondo monetario internazionale, la Commissione Ue e gli stati membri.

Accountability. Vista la quantità di decisioni prese nel settembre 2009 a Pittsburgh, inclusa quella di continuare i programmi nazionali di stimolo dell’economia finché la ripresa non si sia consolidata e sia in grado di autosostenersi, l’impegno delle presidenze canadese e sudcoreana non comprende solo la ricerca di nuovi accordi ma anche la valutazione del rispetto di quelli esistenti.

Il ‘Framework for Strong, Sustainable and Balanced Growth’. L’anno scorso i leader del G20 hanno concordato il lancio di un accordo-quadro che li impegna a coordinare le politiche macroeconomiche, stimando in che modo le azioni di ciascun paese si incardinino nell’architettura dell’economia globale e valutando se esse siano compatibili con una crescita più sostenibile ed equilibrata. Quest’anno è prevista la revisione del progetto.

Interrogativi e grandi questioni

- l’ascesa del G20. Il ruolo del G20 nel formulare politiche d’indirizzo in ambito economico sembra ormai essersi consolidato, e l’agenda di questo vertice va esattamente in questa direzione. Il G7/G8 verrebbe a questo punto ridotto a una sorta di riunione preparatoria nella quale i suoi membri adotterebbero linee comuni in vista del vertice principale. Alcuni leader europei, come Tremonti, vorrebbero addirittura espandere la membership del G20 a più stati africani, asiatici e mediorientali.

- la nuova formula. Il 2010 è il primo anno che G8 e G20 si tengono contemporaneamente e nello stesso stato. Se la formula avrà successo, con ottime probabilità essa sarà ripetuta nel 2011 in Francia. Il vertice G8 tuttavia rimane annuale, mentre il G20 mantiene la sua cadenza semestrale, alternando un vertice  organizzato sotto una co-presidenza a un altro con presidenza unica. In questa fase di transizione il rischio di sovrapposizione di ruoli, e la relativa confusione di priorità e temi in discussione ai vari vertici, sembra destinato ad aumentare.

Inoltre le due presidenze del G8 e del G20 fino a oggi non sono mai coincise, ma non si può escludere che lo facciano in futuro: restano tutte da valutare le possibili conseguenze di una convergenza della chairmanship dei due vertici.

- l’allargamento del G8. Il tema è inserito ancora una volta in agenda ed è implicito che se ne parli. Quest’anno le delegazioni di Algeria, Egitto, Malawi, Nigeria, Senegal, Sud Africa, Colombia, Giamaica e Haiti parteciperanno a una giornata del vertice. Si tratta di 6 paesi africani e di 3 centro- e sudamericani; oltretutto, il Sud Africa fa già parte del G20. Il tipo di configurazione che assumerà il G8 potrebbe influire sulla sua perdita o riconquista di legittimità internazionale nei confronti del G20.

- G20: la doppia rappresentanza UE. Al G20 partecipano quattro paesi che fanno parte dell’Unione europea (Germania, Francia, Regno Unito e Italia), ma l’Unione europea è anche un membro a pieno titolo, e la sua delegazione rappresenta la posizione dell’intera Ue-27, anche se con particolare riguardo alle opinioni dei 23 stati non direttamente presenti al vertice. Questo provoca da un lato la doppia rappresentanza di alcuni paesi, dall’altro costringe i 23 paesi non presenti a raggiungere una posizione comune prima del vertice, e a cercare in anticipo un punto di incontro con le posizioni dei quattro ‘big’ europei.

- Canada e Sud Corea come modelli economici. Quest’anno le due presidenze canadese e sudcoreana hanno deciso di proporsi ai due vertici come modello di uno sviluppo economico sostenibile: il Canada si propone come unico stato del G8 ad essere uscito per primo, e quasi incolume, dalla crisi finanziaria internazionale; la Corea del Sud presenta il suo modello di sviluppo capitalistico che in un trentennio ha più che decuplicato le dimensioni della sua economia.

- scontro ‘etico’ al G8. Il tema scelto dalla presidenza canadese è diventato controverso nel momento in cui il governo di Stephen Harper si è detto a favore dell’adozione di modelli di pianificazione familiare, i quali potrebbero prevedere campagne di sensibilizzazione sull’uso dei contraccettivi e sull’aborto. Sulla scia di una aspra polemica, in aprile il governo canadese ha annunciato che nessun aiuto deciso al vertice andrà al finanziamento di piani a favore dell’aborto, ma che la presidenza appoggerà l’uso dei contraccettivi. Altre delegazioni, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, si erano dette a favore di un piano che contemplasse anche l’aborto, mentre l’Italia e la Francia sono scettiche anche sul tema della contraccezione. Questo disaccordo non dovrebbe ostacolare il raggiungimento di un’intesa di massima sulla cifra generale da stanziare, ma è probabile che ogni governo opti per un’individuazione indipendente dei progetti da finanziare.

 

1 commento

  1. [...] G20 si conclude quindi con un accordo-non accordo che lascia ai partecipanti la libertà di non [...]

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