ISPI Dossier
26 Aprile 2018
Quale Islam: la battaglia per la leadership – Background

Le diverse anime dell’Islam

Le proteste e le violenze contro le rappresentanze diplomatiche statunitensi hanno alimentato immediati dibattiti sul ruolo dell’Islam politico e sulle possibile derive radicali-fondamentaliste in quei Paesi interessati dalle cosiddette Primavere arabe. Le rivolte in Tunisia, Marocco ed Egitto, infatti, hanno garantito una netta vittoria nelle elezioni dei movimenti politici di ispirazione islamica conservatrice, mentre altri Paesi come Yemen, Siria e Libia ugualmente hanno visto una forte ascesa di movimenti e/o partiti analoghi. Ma l’Islam politico non è un blocco monolitico e presenta orientamenti e tendenze legate a realtà molto più complesse e differenti da Paese a Paese.

Qui di seguito vi segnaliamo i principali movimenti islamici attivi in Medio Oriente.

Fratellanza Musulmana

I Fratelli Musulmani (al-Ikhwan) sono il più grande movimento politico, culturale e religioso transnazionale arabo-islamico e principale forza di governo in Egitto. Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1928, il movimento egiziano ha sempre vissuto un difficile rapporto con le istituzioni politiche, venendo duramente represso e, negli ultimi trent’anni, dichiarato fuorilegge. La Fratellanza è un movimento conservatore e tradizionalista, costruito secondo un ordine gerarchico molto rigido e basato su una complessa struttura di livelli intermedi che la rende molto simile a quella di un moderno partito di massa. Questa caratteristica, congiuntamente alle attività capillari a favore dei poveri e degli emarginati, sono state le armi vincenti del movimento fino ad oggi. Obiettivo ultimo del movimento è l’instaurazione di uno “stato civile islamico”; un modello che accetta il concetto di moderno Stato-nazione, richiamandosi però ai valori dell’Islam. L’Ikhwan vanta un network transnazionale che parte dal Marocco fino a giungere al Kuwait. Organizzazioni sorelle sono presenti in tutto il Medio Oriente, per lo più represse (come in Siria) o mal tollerate (in Arabia  Saudita ed in Kuwait), mentre, in alcuni casi, sono state cooptate dal potere politico come in Marocco e in Giordania.

Salafismo

Il Salafismo è un movimento che propugna un ritorno alla purezza delle origini dell’Islam: è una corrente che ha una concezione della religione e una visione della società più intransigente rispetto a quella dei Fratelli Musulmani. Questo loro modo così dogmatico di pensare viene spesso visto come una forma di integralismo se non, addirittura, di fondamentalismo. Missione dei salafiti è l’islamizzazione della società ponendo come obiettivo finale la creazione di uno Stato teocratico sunnita. Il salafismo nella sua accezione più ampia comprende correnti fra loro molto differenti, fra cui anche i movimenti riformatori e modernisti del XIX secolo, nonché gruppi che si richiamano al radicalismo wahhabbita. Sebbene non esistano prove a sostegno di un finanziamento dei Paesi del Golfo – in particolare dall’Arabia Saudita – ad istituzioni “caritatevoli” e “filantropiche” in Egitto e nel Nord Africa in genere, sono in molti ad accusare i salafiti di ricevere ricche sovvenzioni dai wahhabiti. I salafiti sono molto attivi in Nord Africa, specialmente in Tunisia ed Egitto, dove alcune sue componenti sono entrate in Parlamento o, come nel caso tunisino, sono addirittura forza di governo insieme agli islamici moderativi Ennahda.

Wahhabismo

Se il Salafismo nasce come un movimento innovatore, il Wahhabismo, invece, si è presentato come una tendenza assolutamente conservatrice. Nato come una corrente rigorista, si è affermato nella penisola araba nel XVIII secolo ed è divenuto ideologia ufficiale dello Stato saudita. Il messaggio wahhabbita è molto chiaro e semplice: viene enfatizzato un assoluto monoteismo nella fede ed un rigore puritano nei costumi. Pur essendo lontano dal rigorismo quasi fanatico delle origini, il wahhabbismo, anche nella sua versione più edulcorata, predica comunque un credo molto rigido e puritano. La diffusione del credo wahhabita ha trovato subito facile sponda nelle principali famiglie reali della regione del Golfo e grazie anche ad un’accurata opera di propaganda politico-culturale cerca di espandersi oltre la penisola arabica, influenzando i diversi partiti salafiti sparsi in Nord Africa.

Sufismo

Il Sufismo è una delle espressioni dell’Islam più note al grande pubblico e spesso identificata con la mistica. Proprio questo carattere esoterico ha prodotto nei secoli una deformazione del credo sufi in una sorta stregoneria praticata da santoni dai falsi poteri spirituali. Il sufismo è tuttora diffuso nei Paesi islamici sunniti e nel corso dei secoli si è articolato in numerosissime sette difficili da recensire. Una delle più note confraternite sufi è quella della Sanussiyya libica, che ha avuto una grande importanza nella lotta del popolo libico contro l’occupazione italiana.

Connessioni tra i movimenti islamici ed Al-Qaeda

I tragici eventi di Bengasi hanno evidenziato, però, le oscure relazioni tra Al-Qaeda e la sua rete di cellule locali legate a movimenti/partiti di estrazione islamica. I primi legami tra formazioni radicali islamiche e gruppi di terroristi di matrice islamica risalgono agli anni ’70, ma solo con la nascita di Al-Qaeda questa connessione ha subito un certo salto di qualità. In particolare, emergono con sempre più evidenza alleanze tra formazioni salafite e frange jihadiste vicine ad Al-Qaeda in tutto il Nord Africa. Questo è il caso dei salafiti tunisini e libici, i quali da tempo (circa un decennio) hanno stretto legami con la cellula qaedista nel Maghreb (AQIM) ed altri gruppi legati alla jihad islamica. Altre formazioni salafite vicine ad ambienti qaedisti sono quelle presenti nel Sinai, al confine con Israele e Striscia di Gaza, teatro lo scorso agosto di violenti scontri tra forze israeliane, egiziane e militanti islamisti. Da non trascurare, inoltre, la forte presenza di Al-Qaeda e di fazioni ad essa collegata nel Sahel e in Somalia. Infine, se pur con connotazioni diverse, i movimenti salafiti, dopo l’ottima performance elettorale di Al-Nour, sono tornati alla ribalta anche in Egitto, rendendosi protagonisti delle proteste alla Ambasciata USA del Cairo. Tra questi Mohammed al-Zawahiri, fratello del leader di al-Qaeda Ayman, nei giorni scorsi, ha rilasciato un’intervista-provocazione alla BBC in cui si è proposto quale possibile mediatore tra mondo occidentale ed islamico per porre fine alle violente proteste contro le Ambasciate statunitensi nel mondo islamico.

 

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