ISPI Dossier
26 Aprile 2018
Giustizia internazionale: ostacolo o soluzione alle crisi? – Background
mappa giustizia internazionale

La diffusione della giustizia internazionale

Dai tribunali internazionali alla Corte penale internazionale (Icc)

cronologia

Cronologia

La creazione della Corte penale internazionale – l’unico organo giudiziario permanente con giurisdizione internazionale che si occupa di crimini contro l’umanità, crimini di guerra, contro la pace e genocidio – è l’apice di un processo durato quasi cinquant’anni.

Il primo tentativo di istituire un organo di giustizia internazionale risale al 1945 con il Tribunale di Norimberga atto a giudicare e punire i criminali nazisti creato dai paesi usciti vincitori dalla II Guerra Mondiale (Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Sovietica). Nel 1946 segue il Tribunale di Tokyo per giudicare i criminali di guerra giapponesi. Negli anni Novanta si diffonde la prassi della creazione dei Tribunali internazionali. Sotto l’egida delle Nazioni Unite nel 1993 viene istituito il Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex Yugoslavia (Icty), nel 1994 quello per i crimini commessi in Ruanda (Ictr). Nel 2000 viene a Timor Est viene istituito un tribunale misto per investigare sui crimini di guerra compiuti da milizie filoindonesiane a seguito della poclamazione di indipendenza da parte di Timor Est, è il culmine di una disputa territoriale ventennale. Nel 2002 viene istituita la Corte Speciale della Sierra Leone (Scsl) a seguito della guerra civile (1991 – 2001) che ha causato 50mila morti peraltro con l’uso di “bambini soldato” e violenze diffuse da parte delle milizie nazionali.

Nel 1998 viene siglato lo statuto dalla Icc a Roma. Nel 2002 60 paesi firmatari lo ratificano. Oggi la Icc conta 114 membri. Alcuni paesi che hanno firmato lo statuto l’hanno ratificato, non riconoscendo dunque l’autorità di Icc. Tra questi spiccano gli Stati Uniti (l’Amministrazione Clinton ha firmato lo statuto nel 2000, quella Bush Jr. non ha ratificato) che durante i precedenti negoziati puntavano a introdurre l’accettazione della giurisdizione da parte dello Stato di cui l’accusato è cittadino.

Cosa fa?

La Corte Penale Internazionale giudica gli individui, i capi di stato o di governo oppure i privati accusati di:

  • Genocidio (distruzione anche parziale di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso)
  • Crimini contro l’umanità (omicidio, deportazione, tortura come modus operandi sistematic ed esteso contro una popolazione civile)
  • Cimini di guerra (violazioni del diritto internazionale, attacchi contro obiettivi civili in quanto parte di un progetto politico e perpetrati su larga scala)

La Corte non ha possibilità d’intervento se il caso è oggetto di un procedimento giudiziario nazionale. Può attivarsi nel momento in cui lo Stato non abbia giurisdizione sul caso o sia impossibilitata ad attivarsi. Non ha però carattere universale. Entra in gioco nei casi in cui:

  • L’imputato è cittadino di uno stato di uno stato che accetta la giurisdizione della Corte o ne è membro
  • Il reato ha avuto luogo nei confini di uno stato che accetta la giurisdizione della Corte o ne è membro
  • Su mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il caso viene affidato in deroga al Procuratore a prescindere dalla nazionalità dell’imputato e dal luogo del crimine senza che sia dunque necessario il consenso dello stato

Come funziona?

Quattro organi fanno funzionare la Corte.

  • La presidenza. Funzioni amministrative formata da tre giudici che rimangono in carica per tre anni e sono eletti dagli altri giudici.
  • Le camere giudiziarie. Formate da diciotto giudici. Si dividono in camera preliminare, giudicante e d’appello.
  • L’Ufficio del Procuratore. Il Procuratore riceve le informazioni relative ai crimini compiuti sotto la giurisdizione della Icc, le esamina e conduce indagini in merito. L’attuale Procuratore è l’argentino Luis Moreno Ocampo. E’ stato eletto dagli stati membri per nove anni di mandato.
  • La cancelleria. Organo amministrativo per eccellenza si occupa di funzioni di amministrazione inerenti agli aspetti non strettamente giudiziari.


fatti importanti copy

Il caso Mladic (ex Yugoslavia)

Radco Mladic è stato arrestato il 26 maggio 2011 dopo 16 anni da fuggitivo. E’ accusato di genocidio, persecuzione, massacro, sterminio, deportazione, crimini contro l’umanità, terrorismo, detenzione di ostaggi. In qualità di comandante delle milizie serbo-bosniache ha partecipato in maniera attiva e sostanziale tra il 1992 e il 1995 al genocidio e alla sostanziale eliminazione della popolazione bosniaca islamica e bosniaca croata durante il conflitto in ex Yugoslavia. Ha preso parte all’intervento armato nella città di Srebrenica, sfociato in un massacro, volto a eliminare la popolazione musulmana dalla città uccidendo uomini, donne e bambini. E’ stato trasferito a L’Aia il 31 maggio 2011.

Il caso Gheddafi (Libia)

L’intervento in Libia da parte della Corte penale si distigue per l’eccezionale rapidità, in contrasto con i tempi solitamente lunghi di intervento. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adito la Corte a meno di due giorni dall’inizio del conflitto in Libia portando i primi elementi di prova di fronte al Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. Il Consiglio Onu decide: di riferire al procuratore i crimini avvenuti sul territorio libico dal 15 febbraio; che le autorità libiche devono cooperare con il Procuratore riconoscendo però che la Libia non è tra i firmatari dello Statuto di Roma. Intanto si susseguono le esternazioni del Procuratore Ocampo che di fronte alla comunità internazionale rende pubbliche le prove che a giudizio della Corte sono a carico del Colonnello Muammar Gheddafi e di suo figlio Saif per crimini contro l’umanità.

Il caso Bashir (Sudan)

Sei mesi dopo la constatazione di crimini di guerra in Darfur, regione occidentale del Sudan, teatro di un feroce conflitto etnico tra la popolazione africana e qualla araba (appoggiata dal governo), la Corte penale ha ricevuto il mandato dal Consiglio di Sicurezza Onu per intervenire (31/03/2005) e ha aperto le investigazioni tre mesi dopo (6/06/2005). I procedimenti aperti coinvolgono 6 persone tra queste c’è quella Omar Al Bashir, presidente del Sudan dal 1989 a oggi, contro il quale sono stati spiccati due mandato di cattura (4 marzo 2009; 12 luglio 2010) con l’accusa di genocidio e crimini contro l’umanità per atroci violenze perpetrate contro la popolazione civile.

 

1 commento

  1. [...] ruolo della giustizia internazionale pare un fattore sempre più rilevante nella politica mondiale ( Vedi Background ). I recenti casi di Muammar Gheddafi, Radko Mladic e Omar Bashir sembrano sintomatici di quanto la [...]

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