ISPI Dossier
20 Aprile 2018
Corsa a ostacoli verso la Casa Bianca

Nonostante Barack Obama, in quanto presidente eletto in carica (incumbent), goda di un vantaggio di partenza che solo quattro volte nell’ultimo secolo è stato rovesciato, la campagna elettorale USA sta entrando nel vivo con molti motivi di incertezza sull’esito finale. Il primo, e più importante, è costituito dalla difficile situazione economica che pare alimentare un giudizio negativo sull’operato di Obama. Con un tasso di disoccupazione come quello attuale, superiore all’8%, diventa infatti assai difficile per un presidente essere rieletto. L’ultimo a riuscirci fu Franklin Delano Roosevelt nel 1936. L’insoddisfazione verso Obama sembra inoltre acuita dall’eccesso di aspettative che il suo successo, e le sue promesse, avevano alimentato nel 2008. Il candidato Repubblicano Mitt Romney potrebbe essere avvantaggiato anche dalla chiara persistenza nell’opinione pubblica americana – come indicano tutti i sondaggi – di posizioni conservatrici su molti temi nodali, a partire da quello cruciale delle tasse. Le difficoltà di Obama sembrano essere compensate solo in parte da una politica estera che raccoglie invece ampi consensi nel paese. In questo campo la ‘dottrina Obama’ ha segnato una forte apertura al multilateralismo, ma l’efficacia di tale orientamento è messa in dubbio dai relativamente pochi risultati raggiunti. Tuttavia anche su Romney pesano alcune importanti incognite, prima fra tutte la formulazione di idee e strategie, a cominciare dal campo economico, quello dei diritti civili e quello internazionale. Strategie che non costituiscano la semplice riproposizione delle tradizionali ricette conservatrici ma che siano capaci di conquistare un elettorato moderato più ampio e di proiettarlo verso la Casa Bianca.

background scenario

 

forum

Dopo quattro anni di Obama, l'America è più forte?

Charles Kupchan (Council on Foreign Relations): "Il Presidente Barack Obama ha intrapreso il giusto percorso. [.] Le sue politiche stanno permettendo agli Stati uniti di raggiungere contemporaneamente più obiettivi: adattarsi all'evoluzione della situazione globale, amministrare saggiamente le proprie risorse e permettere alla propria economia di crescere."

Karl Rove (Wall Street Journal): "Molti elettori pensano che il modo in cui Obama ha gestito l'economia sia stato incoerente e persino controproducente. [...] Il fallimento di Obama è da imputare alla mancata capacità di imporre ad altri paesi l'apertura dei propri mercati alle esportazioni e ai lavoratori stranieri. L'elevato livello di disoccupazione e la mancata ripresa economica sono colpa di Obama che non è riuscito ad imporsi come leader a livello internazionale."

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NEW YORK
(Wall Street Journal)
"An Economy Built to Stall"

WASHINGTON
(Heritage Foundation)
"The Obama Doctrine at Year Three: An Assessment"

WASHINGTON
(Foreign Policy)
"Sorry, Mitt: It Won't Be an American Century"

LONDRA
(The Economist)
"Romney the revolutionary"

WASHINGTON
(Brookings Institution)
"Why Minorities Will Decide the 2012 U.S. Election"

WASHINGTON
(Huffington Post)
"Race, Religion Collide As Obama, Mitt Romney Battle"

 

DALLO SCAFFALE

Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo (1776-2011), Mario Del Pero

Obama dimezzato. L'America verso il 2012, Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi

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