ISPI Dossier
26 Aprile 2018

Archivio settembre, 2012

L’ombra del declino USA sulla sfida Obama-Romney

La corsa per la Casa Bianca è entrata nel vivo nelle ultime due settimane con le conventions repubblicana e democratica, che hanno evidenziato una contrapposizione tra due Americhe molto diverse e tra due visioni differenti della politica interna e, probabilmente, anche di quella mondiale.
In questa fase di crisi, l’America andrà alle urne per eleggere un presidente a cui si attribuiscono, oggi più che mai, poteri decisivi per il futuro della nazione. Domani il presidente eletto, chiunque sia, sarà prigioniero di una realtà finanziaria difficilmente modificabile e di un Congresso paralizzato dalle proprie contrapposizioni.
Nonostante l’ex presidente Clinton abbia dichiarato che Obama nei suoi quattro anni di mandato ha evitato che gli USA imboccassero la via del declino, questa stessa incertezza peserà sul ruolo internazionale degli Stati Uniti dopo le elezioni. Obama in realtà non può vantare molti successi. I suoi buoni propositi sulle relazioni con l’Iran e sulla questione palestinese sono rimasti nel cassetto, contraddetti dagli avvenimenti o addirittura, come negli scorsi mesi, scavalcati dalle rivolte arabe.
I secondi mandati permettono talvolta una politica estera più incisiva e meno vincolata alle costrizioni imposte dall’opinione pubblica.
Anche su Romney pesano molte incognite, prima fra tutte la formulazione di idee e strategie che non costituiscano la semplice riproposizione delle tradizionali ricette conservatrici in politica estera.
Molti nodi delle relazioni internazionali di difficile soluzione, come la crisi con l’Iran appunto, ma anche i rapporti con la Russia, con la Cina e con Cuba, per esempio, rimarranno nelle priorità dell’agenda presidenziale. (foto Getty Images)

background scenario

 

forum

Dopo quattro anni di Obama, l'America è più forte?

Charles Kupchan (Council on Foreign Relations): "Il Presidente Barack Obama ha intrapreso il giusto percorso. [...] Le sue politiche stanno permettendo agli Stati uniti di raggiungere contemporaneamente più obiettivi: adattarsi all'evoluzione della situazione globale, amministrare saggiamente le proprie risorse con gli impegni internazionali e permettere alla propria economia di crescere."

Karl Rove (Wall Street Journal): "Obama ha fallito. Il fallimento è da imputare alla mancata capacità di imporre ad altri paesi l'apertura dei propri mercati alle esportazioni e ai lavoratori stranieri. [...] Obama non è riuscito ad imporsi come leader a livello internazionale."

commenta

more on

DALL'ISPI

Un egemone mondiale
diviso e inquieto
(new)
Sergio Romano

Obama e l'inatteso
risveglio Arabo
(new)
Ugo Tramballi

The Middle East
in the Obama-Romney Rivalry
(new)
Sally K. Isaac (Cairo Università)

US-China Relations:
Romney could be Spoiling Them
(new)
Axel Berkofsky

Usa e Russia, per il prossimo presidente la sfida non cambia (new)
Davide Borsani

I dilemmi atomici di Washington: frenare Teheran
per convincere Tel Aviv
(new)
Annalisa Perteghella

Africa: "Yes we can" do more (new)
Lia Quartapelle

Verso le presidenziali del 2012:
quanto conta Cuba?
(new)
Alessandro Badella

Precedenti:

Corsa a ostacoli verso la Casa Bianca
ISPI Dossier

Il declino americano:
inevitabile destino o falsa profezia?

ISPI Studies

Usa 2012. Il bilancio del Presidente
Paolo Magri (Formiche)

Obama vs Romney:
lo spettro dell'Europa

Paolo Magrivideo

 

DAL MONDO

NEW YORK
(New York Times)
"Romney and Obama Strain to Show Gap on Foreign Policy"

WASHINGTON
(Foreign Policy)
"Sorry, Mitt: It Won't Be an American Century"

WASHINGTON
(Reuters - Analysis)
"Would a second term mean 'Obama Unleashed' on world stage?"

WASHINGTON
(CFR)
"Campaign 2012 - US Startegy and politics"

 

DALLO SCAFFALE

Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo (1776-2011), Mario Del Pero

successivo

ISPIChi siamoContatti