ISPI Dossier
26 Aprile 2018

Categoria: Francia

SOS Europa: Disgregazione e ritorno all’odio?

Nel suo intervento a Cernobbio dello scorso 8 settembre, il Presidente Monti aveva affermato di temere “il ritorno dell’odio tra i popoli” in Europa.
Un avvertimento sicuramente forte, ma fondato, dati i rischi che la moneta unica, così come l’intera Unione europea, stanno correndo negli ultimi tempi.
Spinte nazionalistiche, populismo ed euroscetticismo non rappresentano certamente una novità, quanto piuttosto una costante dell’intera costruzione europea. Ma la situazione rischia oggi di essere decisamente più grave per almeno tre ordini di motivi: la crisi economica, il ruolo svolto dai nuovi mezzi di comunicazione, la percorribilità di ulteriori cessioni di sovranità.
Nel primo caso va considerato il forte impatto della crisi europea, soprattutto nella versione più recente che origina dal circolo vizioso ‘crisi del debito sovrano-crisi bancaria’. L’esigenza di spezzare questo circolo vizioso attraverso misure di austerity senza precedenti ne sta però innescando un altro, ovvero quello ‘austerity-recessione’.
La sostenibilità sociale di queste misure risulta gravemente compromessa e suscita, quasi inevitabilmente, un forte sentimento antieuropeista, sia nei paesi in difficoltà che nei più virtuosi, non più disposti a pagare per gli altri. Le spinte populiste/antieuropeiste possono poi essere amplificate dall’uso dei moderni mezzi di comunicazione, ad iniziare dai social network, capaci di operare una fortissima pressione sui leader politici ‘costretti’ a cavalcare il malcontento popolare. Infine val la pena di ricordare che la risoluzione definitiva dei problemi legati alla crisi odierna impone un ulteriore passo avanti nella integrazione europea. In effetti le modifiche operate recentemente alla governance economica europea risultavano del tutto inimmaginabili fino a solo due anni fa. Ma proprio a causa della portata di questa recente ondata di cessioni di sovranità, potrebbe risultare difficile pensare che altri passi avanti (verso un modello federale) non creino ulteriori reazioni populiste/antieuropeiste che partiti politici vecchi e nuovi non mancheranno di sfruttare a loro vantaggio.
(foto Ap)

background scenario

 

 

forum

L'Europa è prigioniera dei populismi?

Mario Monti (Presidente del Consiglio dei Ministri italiano): "Mentre i tentativi di rafforzamento dell'Europa si vanno perfezionando, con la crisi dell'Eurozona è iniziato a serpeggiare un crescente populismo che rapidamente si sta trasformando in rigetto verso l'Europa e rischia di sfociare in un tentativo di "disintegrazione" dell'Unione".

Viktor Orbàn (Primo Ministro ungherese): "L'Europa dell'Eurozona e dei sogni d'unione ha fallito. Cresce invece l'Est euroasiatico. Forse sarà necessario pensare ad un altro sistema al posto della democrazia".

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(International Herald Tribune)
"Europe's Austerity Madness"

LONDRA
(Financial Times)
"Democracy itself is at stake in southern Europe"

WASHINGTON
(Washington Post)
"In Italy, a comedian is getting the last laugh"

NEW YORK
(Foreign Affairs)
"The Myth of Germany Hegemony"

LONDRA
(Economist)
"Catalonia: Europe's next independent state?"

 

DALLO SCAFFALE

Cultural Diversity, European Identity and Legitimacy of the EU,
Dieter Fuchs and Hans-Dieter Klingemann

Europa 21,
Mark Leonard

La moneta della discordia,
Giovanni Moro

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