ISPI Dossier
21 Febbraio 2018
India: l’anti-Cina? – Background

Politica estera

Relazioni con il Pakistan

Le relazioni con il Pakistan, in larga misura dominate ancora oggi dalla questione del Kashmir, costituiscono la direttrice più delicata della politica estera indiana.

Carta ISPI

Cartina geopolitica elaborata per ISPI da Pietro Longo (Università Orientale di Napoli) click per ingrandire

  • Nel 2001-2002 si è rischiata un’escalation militare. Solo nel 2003 è stato avviato un percorso di dialogo accompagnato da concrete misure distensive: cessate-il-fuoco lungo la Linea di Controllo (il confine de facto del Kashmir) ;
  • Il 2004 ha visto l’apertura dei negoziati di pace a Islamabad e il parziale ritiro delle truppe indiane dalla zona contesa; nel 2005 è stata istituita una linea di autobus tra la zona indiana del Kashmir e quella pakistana (la più importante misura di confidence-building concordata in cinquant’anni di tensioni).

La strategia dei piccoli passi non ha mancato di inviare segnali incoraggianti per l’evoluzione delle relazioni bilaterali, come dimostrano le reazioni moderate ai sanguinosi attentati terroristici avvenuti nel 2005 e nel 2006 a Delhi e Mumbai, che non hanno portato all’interruzione dei colloqui di pace. Le tensioni si sono acuite ulteriormente con gli attentati a Mumbai nel 2008, quando l’India ha accusato il Pakistan di non aver fatto abbastanza per evitare che i terroristi arrivassero su territorio indiano. Anche per questo non ci sono stati progressi significativi sulla definizione dello status del Kashmir: nessuna delle parti sembra disposta a lasciare la regione sotto il completo controllo della controparte, né tanto meno a creare un Kashmir pienamente indipendente.

Relazioni con gli Usa

La seconda rilevante direttrice della politica estera indiana è costituita dai rapporti con gli Stati Uniti. Nuova Delhi si è progressivamente avvicinata a Washington, e all’Occidente, già a partire dal crollo dell’Unione Sovietica; questo avvicinamento ha subito una decisa accelerazione durante il doppio mandato di George W. Bush con l’avvio di una “global partnership” tra i due paesi. L’attuale fase di convergenza strategica indo-americana è testimoniata, tra l’altro, dall’accordo decennale di difesa siglato nel 2005 – grazie al quale è stato possibile avviare esercitazioni congiunte (al confine con la Cina e lungo la costa indiana) e un’intensa cooperazione nel commercio e nella produzione di armamenti, nonché una maggiore condivisione di tecnologia – e dall’accordo sulla cooperazione nucleare in campo civile siglato nel marzo 2006 e divenuto effettivo nel dicembre successivo. Va comunque notato che, per quanto il sostanziale miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti possa costituire un asset politico-strategico importante soprattutto per l’evoluzione delle relazioni sino-indiane, esso non sembra rivoluzionare la generale impostazione della politica estera di New Delhi, né sembra mettere in discussione la sua sostanziale indipendenza dagli interessi politico-strategici americani. Il 17 novembre 2006, con il voto favorevole del Senato, il Congresso degli Stati Uniti ha ratificato l’accordo indo-americano di cooperazione nucleare in campo civile siglato dal Presidente Bush e dal Primo ministro Mohanman Singh nel marzo precedente. L’accordo rimuove il sostanziale isolamento di New Delhi nel campo dell’energia atomica, impegnando le parti ad una stretta cooperazione sul terreno del nucleare civile e contemplando la concessione all’India – che non figura tra i sottoscrittori del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) – della facoltà di acquistare dagli Stati Uniti materiale fissile da utilizzare esclusivamente per finalità civili. Con l’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca, e un sostanziale distacco iniziale da parte di Washington rispetto alla politica di Mumbai, condizionata dagli stretti rapporti tra Pakistan e Stati Uniti a scapito dell’India, le relazioni si sono avviate sul binario della cooperazione economica. A causa della crisi finanziaria occidentale che ha lasciato spazio alla crescita dei paesi emergenti (i cosiddetti BRICs Brasile, Russia, India e Cina), Obama, nel novembre del 2010, in occasione del suo viaggio asiatico, che non ha incluso visite a Pechino, ha incontrato i vertici di Stato e ha portato con sé 200 uomini d’affari. L’agenda economica ha incluso vendite militari e riduzione di barriere commerciali con commesse miliardarie. La visita è durata tre giorni: tempo di permanenza record in un paese straniero per il presidente Obama.

Relazioni con la Cina

Le relazioni con la Cina restano tese e difficili. Le incursioni delle truppe cinesi nelle zone contese con l’India complicano la risoluzione delle incomprensioni riguardanti i confini tra i due paesi. La Cina sta pensando di introdurre dei visti speciali per i cittadini indiani provenienti da Arunachal Pradesh, Jammu e Kashmir. Di contro, l’India ha introdotto restrizioni per l’ingresso dei lavoratori cinesi nel paese. Pechino reclama parte dell’area del Kashmir sotto amministrazione indiana mentre l’India ritiene che la Cina stia occupando illegalmente parte del territorio. New Delhi, inoltre, guarda con disappunto ai progetti infrastrutturali cinesi in programma nella zona del Kashmir sotto amministrazione pakistana ed è preoccupata dalla crescita della potenza militare di Pechino in Tibet. Questi rapporti conflittuali mettono a rischio l’intesa commerciale bilaterale prevista nel 2015.

Economia

Secondo le stime del Economist Intelligence Unit il governo riuscirà a raggiungere l’obiettivo di un deficit al 5,5 % del Pil entro il 2011. Mentre le spese nel settore pubblico torneranno a crescere tra il 2011 e il 2015. L’inflazione è un problema contingente del paese, che crescerà al tasso medio dell’8,7 % per i prossimi cinque anni. Per questo la Reserve Bank of India, la banca centrale indiana, che regola il corso della moneta nazionale, la Rupia, continuerà a restringere la politica monetaria, come ha fatto nel mese di novembre (per la prima volta nel 2010), al fine di calmierare gli effetti dell’aumento dei prezzi, in particolare quelli dei generi alimentari.

Grafico elaborato dal Economist Intelligence Unit

Grafico elaborato dal Economist Intelligence Unit

Recenti dati economici suggeriscono che la crescita economica stia subendo una leggera frenata rispetto al boom della prima metà del 2010, ma rimarrà comunque sostenuta soprattutto grazie al settore manifatturiero che con 123 miliardi di esportazioni tra il 2008-09 costituisce il settore portante dell’economia nazionale.

settori economici india

Settori economici (Economist Intelligence Unit)

La sfida con la Cina nei prossimi anni si concentrerà proprio su questo punto, ossia quale sarà il paese in grado di crescere più velocemente. La demografia sembra correre in soccorso dell’India a partire dal 2030 quando la popolazione indiana già più giovane – in prospettiva – sarà più attiva di quella cinese, più vecchia a causa della “politica del figlio unico” voluta da Pechino. Ma a riguardo il dibattito tra gli esperti è aperto.

Classifica prodotto interno lordo assoluto (Economist Intelligence Unit)

Classifica prodotto interno lordo assoluto (Economist Intelligence Unit)

Politica interna

La coalizione di governo della United Progressive Alliance (UPA) e del Congress party, guidata dal premier Manmohan Singh, ha il merito di aver guidato il paese attraverso la crisi economica globale. Nonostante i risultati raggiunti dal punto di vista economico, la corruzione nella pubblica amministrazione resta un fattore di instabilità politica. L’India è all’87esimo  posto in classifica come tasso di corruzione. Di recente la corruzione dei ministri ha toccato direttamente anche il premier che, pur non essendo coinvolto direttamente negli affari sommersi, è stato accusato di non aver agito per tempo allontanando i propri collaboratori. Merito del partito di maggioranza, al governo per due mandati consecutivi (2004-09; 2009-14), è anche quello di aver resistito agli attacchi dell’opposizione – finora poco incisiva -  composta dal Bharatiya Janata Party (Bjp), il maggiore partito d’opposizione, e dal Communist Party of India, di stampo marxista. Il momento di maggiore tensione tra i due schieramenti è stato raggiunto nel settembre 2010. Il premier Singh ha avuto uno scontro con l’alleata Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso, che nel governo di coalizione regge la maggioranza. Le divergenze si sono aperte su due temi cruciali: autorizzazioni ambientali e l’acquisizione di terreni agricoli per uso industriale e progetti infrastrutturali. L’opposizione potuto cogliere  l’occasione per protestare, anche a fronte del rialzo dei prezzi alimentari.

Grafico andamento prezzi dei generi alimentari (Economist Intelligence Unit)

Grafico andamento prezzi dei generi alimentari (Economist Intelligence Unit)

Nei prossimi anni l’appuntamento più importante sarà l’elezione per il rinnovo ai vertici dello stato politicamente più influente, l’Uttar Pradesh, in programma per il 2012. Il figlio dei Sonia Gandhi, Rahul Gandhi, è tra i nomi più in vista per assumere la guida del partito del Congresso al posto della madre. Il partito del Congresso, che non è mai stato una forza di rilievo nell’Uttar Pradesh punta a un successo nella “Missione 2012”, come l’ha definita lo stesso Rahul, che in caso di vittoria metterà una seria ipoteca sulla successione a Singh. Le elezioni generali sono previste nel 2014.

 

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

Al momento l’inserimento di commenti non è consentito.


ISPIChi siamoContatti