ISPI Dossier
21 Febbraio 2018
Chavismo senza Chavez – Scenari

Verso il post-chavismo?

La malattia di Chavez e la conseguente incertezza che circola intorno alla sua effettiva capacità di tornare a governare per il resto del mandato rende la situazione politica interna al Venezuela decisamente instabile. La partita per la successione temporanea o permanente del Presidente si gioca tutta all’interno del governo tra il delfino Nicolas Maduro e Diosdado Cabello, Presidente dell’Assemblea Costituente e voce “ufficiale” della casta militare venezuelana. Le opposizioni, invece, pur avendo migliorato le loro prestazioni sia nelle presidenziali di ottobre, sia nelle regionali dello scorso dicembre rimangono impotenti sullo sfondo della contesa e senza alcuna possibilità di incidere in Parlamento. Nel frattempo, dopo la decisione dell’Assemblea Nazionale di votare una proroga al “permesso medico” per il Presidente Chavez, la gestione degli affari correnti è ora nelle mani del Vice Presidente Maduro. E’ però evidente che l’adozione di misure extra-costituzionali per evitare che il presidente giuri nel giorno stabilito (10 gennaio 2013) indica che il paese sta vivendo una fase eccezionale e che non vi sia un accordo all’interno del partito al governo su come gestirla.

Qui di seguito si individuano tre possibili scenari che potrebbero caratterizzare la situazione in Venezuela nei prossimi giorni.

Scenario A – elezioni anticipate

Nel caso in cui si andasse ad elezioni anticipate, Nicolas Maduro dovrebbe essere il candidato ufficiale del fronte chavista. Maduro, ex sindacalista, attuale Vice Presidente e ministro degli Esteri e uomo molto vicino ai Castro, sarebbe l’esponente più autorevole del “civilismo chavista” e la personalità più vicina alle istanze della popolazione venezuelana. La sua vittoria potrebbe essere favorita sull’onda emotiva della malattia di Chavez. In un certo senso, in Venezuela potrebbe accadere quanto è avvenuto nel 2011 in Argentina quando Cristina Fernandez de Kirchner venne rieletta alla morte del marito Nestor Kirchner, avvenuta pochi mesi prima nell’ottobre 2010. Da parte loro le opposizioni, attualmente ricompattatesi intorno alla piattaforma Mesa de la Unidad Democràtica, non avrebbero grandi opportunità di vittoria nel breve periodo e potrebbero candidare solamente il riconfermato governatore dello stato di Miranda ed ultimo sfidante alle presidenziali di ottobre, Herinque Capriles Radonski, unico candidato autorevole in grado di poter contrastare il candidato forte chavista del Partido Socialista Unificado de Venezuela (Psuv).

Scenario B – accordo interno al Psuv per la transizione

La paura per le gravi condizioni di salute di Chavez e l’incertezza politica derivante hanno portato gli alti quadri di Psuv ed esercito a dover trovare una rapida soluzione alla crisi istituzionale in atto nel Paese. Nel tentativo di eliminare qualsiasi ipotesi di elezione anticipata, i massimi vertici delle due fazioni opposte potrebbero convergere verso un accordo interno per la spartizione del potere. Sebbene la scelta di Chávez di nominare Maduro come suo erede abbia sgombrato il campo delle opzioni nella successione non è detto che questa possa avvenire senza alcun trauma. Il partito di Chavez sembrerebbe essere diviso tra l’ex sindacalista Maduro e il militare Cabello. Una soluzione di comodo tra le parti che possa evitare una spaccatura interna al partito e non metta in pericolo la sopravvivenza del regime potrebbe essere la scelta di Adàn Chavez, fratello maggiore di Hugo e governatore dello stato di Barinas. Infine, in ultima ipotesi, non sarebbe da scartare una soluzione alla “cubana” nella quale il Presidente Chavez rimarrebbe in carica nonostante la malattia, ma le redini del Paese verrebbero tenute in condominio da Maduro ed Hector Navarro, ministro dell’Energia elettrica. Le nomine di questi due civili al vertice dello stato sembrerebbero sfavorire l’ala militare legata appunto a Cabello e al potente ministro del Petrolio, Rafael Ramirez, che controlla un budget nazionale da 150 miliardi di dollari l’anno.

Scenario C – nessun accordo per la transizione

Le lotte tra le diverse fazioni del Psuv potrebbero spaccare il partito socialista, rischiando addirittura di compromettere la sopravvivenza dello stesso chavismo. Se questo dovesse essere il caso, il paese rischierebbe di sprofondare in uno stato di instabilità e incertezza molto rischioso sia internamente sia per quei paesi che dipendono da Caracas per la propria sicurezza energetica.

 

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