ISPI Dossier
21 Febbraio 2018
Economia ed energia per il rilancio Euro-med – Scenari
Negli ultimi anni i rapporti fra le due sponde del Mediterraneo sono stati intensi e caratterizzati soprattutto da relazioni di tipo economico ed energetico, confermando queste quali principali materie di cooperazione trans-mediterranea. Allo stesso tempo, l’assenza di una strategia politica comune tra gli stati del bacino mediterraneo e l’asimmetria tra le due sponde sia dal punto di vista politico, economico e sociale, sia in termini di integrazione sub-regionale hanno determinato un insuccesso di tutte le iniziative volte a creare una effettiva cooperazione tra le due sponde così come previsto dal Processo di Barcellona. D’altra parte, anche l’aggravarsi della crisi economica europea e gli effetti delle primavere arabe hanno confermato la necessità di rivedere i termini, la sostanza e le possibili prospettive di una più stretta integrazione politica, economica e sociale tra gli attori della macro-regione. La sfida più grande sarà quindi quella di trasformare le criticità interne in una grande opportunità di cambiamento e di rilancio delle relazioni euro-mediterranee attraverso un’agenda politica ambiziosa e attraverso progetti di cooperazione concreti anche in campi di interesse finora poco esplorati. Per far sì che ciò avvenga è necessario che l’Ue ripensi il proprio ruolo di attore politico del Mediterraneo, sentendosi parte di esso e formulando, appunto, obiettivi strategici comuni. Ciò anche in considerazione del fatto che altri attori internazionali o regionali potrebbero occupare gli spazi da essa lasciati.
Tra i fattori che potrebbero maggiormente determinare gli sviluppi del rapporto euro-mediterraneo nel medio-termine troviamo da una parte le incognite connesse ai modi e ai tempi di uscita dell’Europa dalla crisi, mentre dall’altra i dubbi legati ad una rapida stabilizzazione della sponda sud nel dopo-Primavera araba.
Qui di seguito si individuano alcuni scenari che potrebbero caratterizzare gli sviluppi sulle due sponde del Mediterraneo.
Scenario 1: Europa in ripresa economia e paesi Mena  in stabilizzazione

Una ripresa economica della sponda settentrionale del Mediterraneo potrebbe favorire contemporaneamente anche una ripartenza della riva sud attraverso rinnovati scambi commerciali tra le due sponde che andrebbero a sostenere in primis le economie di quei paesi come Tunisia, Algeria e Marocco le cui esportazioni sono concentrate nel mercato europeo. Ciò faciliterebbe un rafforzamento della cooperazione politico-strategica, soprattutto in presenza di un consolidamento politico dei nuovi regimi instauratisi in Nord Africa. L’aumento delle capacità di investimento resa possibile da un clima politico stabile, una maggiore circolazione di beni, servizi, capitali e cittadini, e una maggiore omogeneità dei processi decisionali potrebbero  favorire il buon funzionamento delle iniziative di cooperazione euro-mediterranea.
Scenario 2: Europa in ripresa, Paesi Mena  ancora in stallo politico

Ad una ripresa economica della sponda europea non corrisponde una stabilizzazione politica e una ripresa economica della parte meridionale del bacino mediterraneo. Le difficoltà strutturali e sociali dei paesi della sponda sud potrebbero ridurre l’attenzione dell’Unione verso il vicinato mediterraneo. Inoltre, il dibattito interno all’Unione europea sulla possibilità di creare uno spazio comunitario a più velocità, nonché gli obiettivi di completamento dell’allargamento dei Balcani Occidentali da cui l’Europa potrebbe trarre ulteriori benefici economici, lascerebbero in secondo piano le iniziative di cooperazione con i paesi del Nord Africa e del Levante arabo. Infine, la persistente instabilità all’interno del contesto mediorientale, chiuderebbe la possibilità ai paesi della sponda meridionale del Mediterraneo di conoscere maggiore sviluppo e dunque di integrarsi maggiormente con i partner europei.
Scenario 3: Europa non si riprende,  mentre i paesi Mena consolidano la propria stabilità politica

Nel caso in cui la crisi economica europea persista, i paesi Mena potrebbero trovare conveniente favorire la propria ripresa economica rafforzando i rapporti con i paesi dell’Asia Orientale o dell’area del Golfo. Difatti, un’Europa lacerata dal dibattito interno austerità/crescita, perderebbe l’occasione di porsi come interlocutore privilegiato per i partner mediterranei, venendo sostituita da nuovi attori come Cina,  Russia e monarchie del Golfo: la notevole capacità contrattuale di quest’ultimi, derivante dal possesso di risorse finanziarie ed energetiche, potrebbe dare nuovo impulso alle economie del Maghreb e del Levante arabo con conseguenti ricadute positive sui singoli contesti politici nazionali e sui possibili piani di integrazione nordafricana. Tuttavia, per alcuni paesi della sponda sud strettamente legati all’Unione europea una ristrutturazione economica potrebbe risultare difficile e di lungo periodo, forse pregiudicando nel medio periodo anche la stabilità interna.
Scenario 4: Nessuna ripresa in Europa e protratta instabilità nei Paesi Mena

Questo sarebbe il peggiore degli scenari possibili. L’Ue ancora alle prese con la crisi economica mentre i paesi del Nord Africa e del Vicino Oriente, impegnati a contenere gli effetti dell’instabilità politica potrebbero subire un ulteriore esacerbarsi  del disagio sociale che alimenterebbe da un lato fenomeni di estremismo e dall’altro atteggiamenti di chiusura internazionali verso progetti di cooperazione reciproca. In Nord Africa, l’incremento del tasso demografico accompagnato da aumenti generalizzati dei beni di prima necessità e da un rialzo dei tassi di disoccupazione e di inflazione potrebbero favorire nuovi e violenti movimenti di protesta a cui potrebbe corrispondere una dura risposta da parte degli apparati governativi. Anche realtà che si presentano più stabili come Algeria, Marocco o Giordania, che hanno conosciuto solo parzialmente la stagione di proteste del 2011, potrebbero andare incontro ad un pericoloso periodo di turbolenza ed instabilità.

 

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