ISPI Dossier
22 Gennaio 2018
Crisi & Euro: New Europe vs Old Europe? – Background

L’ECONOMIA DELL’AREA REAGISCE

Nonostante le economie dell’Europa centro orientale siano condizionate dall’andamento dell’economia tedesca e dagli sviluppi della crisi dell’Eurozona, queste economie  stanno generalmente reagendo meglio alla crisi dei paesi UE nel loro complesso e dei paesi dell’Eurozona.

Anche per queste economie è stato inevitabile uno shock dovuto alla crisi finanziaria internazionale, arrivata nel momento di maggiore espansione dell’area. Solo la Polonia, il paese con la crescita più elevata anche grazie ai benefici dei fondi Ue ricevuti per via dell’incarico alla presidenza di turno comunitaria, è riuscita a evitare completamente la recessione. Tuttavia, nel 2011 le previsioni di crescita sono in media superiori a quelle della zona euro e dell’Unione europea.

Slovacchia (2009), Slovenia (2007) ed Estonia (2011) fanno parte dell’Eurozona.

Lettonia e Lituania battono ancora le proprie monete nazionali e saranno obbligate a entrare nell’Eurozona. Esse, infatti, fanno già parte dell’European Exchange Rate Mechanism II (ERMII), che prevede l’ancoraggio per due anni delle fluttuazioni dei tassi di cambio delle valute nazionali con l’euro: un requisito per l’adozione dell’euro.

Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca non fanno parte dell’ERM II e con prospettive diverse potranno adottare l’euro non prima del 2013-2014.

Grafici e tabelle a cura di Lucia Tajoli (ISPI)

Crescita Pil reale - Fonte: Eurostat (*) previsioni

Ripartizione del PIL dell’Unione Europea nel 2010. Fonte: Eurostat

Ripartizione del PIL dell’Unione Europea nel 2010. Fonte: Eurostat

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Deficit e debito pubblico in rapporto al PIL per i paesi europei. Fonte: elaborazione dati Eurostat

PIL e reddito pro capite nel 2010

PIL e reddito pro capite nel 2010. Fonte: Eurostat

NON SOLO ECONOMIA: L’ALLEANZA DI VISEGRAD


Il Gruppo di Visegrad o V4 è composto da quattro stati dell’ Europa centrale che erano precedentemente sotto l’influenza dell’Unione sovietica (Urss). Prende il nome dal castello di Visegrad dov’è avvenuto il primo incontro nel 14esimo secolo tra i leader dei reami di Polonia, Ungheria e Boemia. Il gruppo composto da Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria si è riunito alla fine della Guerra Fredda. L’obiettivo era creare un’unione regionale a seguito del crollo del comunismo. Nel 2004 tutti i paesi sono entrati nell’Unione europea, dove dispongono complessivamente di 48 voti in Consiglio (più di Francia e Germania insieme). Oltre alla cooperazione economica, la reciprocità degli investimenti, la sicurezza energetica, che sono obiettivi esplicitati nella dichiarazione di Bratislava del febbraio 2011, è di rilevanza strategica la decisione, presa
nel maggio scorso, di creare un esercito comune a guida polacca. Dal 2013 il gruppo di Visegrad inizierà le esercitazioni militari sotto l’egida della Nato. Dal 2016 l’esercito sarà indipendente al di fuori dal contesto della Nato.


Fonte: Stratfor

Fonte: Stratfor

LA POLONIA ALLE ELEZIONI

Le elezioni parlamentari polacche si tengono il 9 ottobre. Si vota per rinnovare i 100 membri del Senato (Senat) e i 460 seggi alla Camera (Sejm).

Il sistema di voto è misto. Alla Camera il medo è proporzionale con la ripartizione dei seggi in base alla formula Sainte-Laguё che tende a non favorire i grandi partiti o le coalizioni. Al Senato il metodo è quello maggioritario e gli elettori possono esprimere preferenze per più di un candidato. Vengono elette le combinazioni di candidati con più preferenze.

Le soglie di sbarramento sono del 5% se un partito si presenta senza alcun collegamento ad altri partiti. Dell’8% se invece se i partiti si presentano in liste collegate.

I Partiti

- Platforma Obywatelska (Po) – Piattaforma Civica. Partito di centro-destra guidato dall’attuale primo ministro Donald Tusk. E’ il principale partito nazionale: detiene 54 seggi in Senato e 204 alla Camera. E’ il partito favorito per la vittoria nel 2011 ma con molta probabilità dovrà cercare un’alleanza in coalizione. Si presenta come partito pro-europeo e per il libero mercato con un ridotto ruolo dello stato nell’economia.

- Prawo i Sprawiedliwość (Pis) – Diritto e Giustizia. E’ il principale partito d’opposizione. E’ guidato da Jaroslaw Kaczynsky, gemello di Lech, rimasto ucciso nell’incidente aereo di Smolensk in Russia nel 2010. Detiene 147 seggi alla Camera e 39 al Senato. Per via di posizioni euro-scettiche e per una maggiore presenza dello stato nell’economia e nella vita pubblica si colloca più a destra di Piattaforma Civica. Nel programma viene evidenziata l’inefficacia di politiche liberiste e si ribadisce l’importanza dello Stato come bene comune.

- Sojusz Lewicy Demokratycznej (Sld) – Allenza democratica di sinistra. E’ il terzo partito in Parlamento e detiene un seggio al Senato e 53 alla Camera. Si rifà alla tradizione del patito dei lavoratori polacco (Pzpr) ed è di orientamento social democratico. Il suo leader Grzegorz Napieralski invoca il cambiamento nel paese e una “nuova visione” dell’economia. A cominciare dall’aumento delle tasse per i più ricchi con un pari aumento dei benefici per le famiglie e un innalzamento dei salari minimi. Chiede l’abolizione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici e la sigla della carta fondamentale dei diritti umani dell’unione europea. In politica estera l’Sld sostiene la creazione del Triangolo di Kaliningrad, una partenership strategica tra Polonia, Germania e Russia.

- Polskie Stronnictwo Ludowe (Psl) – Partito del popolo polacco. Con una base elettorale soprattutto locale, nelle piccole città, e basata sul territorio il Psl detiene un seggio in Seanto e 31 alla Camera. Si riferisce all’aerea centrista ed è stato l’alleato del Po per gli ultimi quattro anni. Il suo leader Waldemar Pawlak, già premier nel 1990, è vice primo ministro e ministro dell’Economia. Sostiene che il capitale umano sia la principale risorsa della Polonia insieme all’innovazione tecnologica e chiede un referendum sul nucleare.

 

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