ISPI Dossier
24 Gennaio 2018
“Nuova” Palestina, la svolta impossibile – Forum

Palestina all’ONU: la richiesta di riconoscimento è opportuna?

Lara Friedman (Director of Policy and Government Relations for “Americans for Peace Now”): “L’ iniziativa palestinese all’Onu contiene elementi estremamente costruttivi, come il fatto che la proposta appare fondata sull’impegno palestinese verso la coesistenza di due stati, al raggiungimento di un accordo conforme alla tradizionale posizione di Stati Uniti [.]. L’iniziativa riflette la determinazione della leadership palestinese di ottenere risultati tramite metodi non violenti”.

Benny Morris (storico israeliano): “Una volta ottenuto il loro mini-stato, liberi da vincoli internazionali di un trattato di pace- e non aver promesso nulla in cambio del riconoscimento- i palestinesi saranno liberi di continuare la loro lotta contro Israele avendo come obbiettivo finale la sua eliminazione. Inevitabilmente, la lotta armata – chiamatela guerriglia o terrorismo – riprenderà”.

 

2 commenti »

  1. Israele ha due strade: accettare le vecchie risoluzioni delle N.U. e riconoscere lo stato di Palestina entro i confini pre 1967 (con uno statuto particolare per la città di Gerusalemme), oppure annettere di fatto i territori occupati , concedere lo status di cittadini alle popolazioni arabe e creare di fatto uno stato bi- etnico ( popolazione semita , araba e israeliano-sefardita , più popolazione israeliano askhenazita di razza non semita). Chi avrà la maggioranza, in libere elezioni democratiche, avrà il potere legittimo. Se poi , giustamente , verranno applicate le risoluzioni sul ritorno dei profughi palestinesi, sappiamo già chi avrà il potere.
    Israele come la conosciamo oggi é una entità virtuale senza futuro.
    Cordialmente
    Sebastiano Cosenza

  2. Ma se la Palestina fosse uno Stato sovrano, Israele non potrebbe occupare territori in modo gratuito come ha fatto finora. Se la Palestina fosse uno Stato libero non avrebbe motivo di combattere nessun vicino, nemmeno Israele, sempre che Israele si rassegni ai suoi confini e non operi più agggressioni nei confronti degli stati arabi di cui, volenti o nolenti, è circondata. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa in cambio di pace duratura per tutto il Medio Oriente.

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