ISPI Dossier
22 Gennaio 2018
2010 – Multilateralismo

La crisi economica internazionale ha radici nell’immaturità del governo di un mondo dove gli scambi, le produzioni e la finanza sono sempre più globali. La “governance” economica deve riflettere meglio le esigenze della globalizzazione. Ma i problemi delle relazioni internazionali vanno oltre l’economia: guerre e il terrorismo, proliferazione nucleare, tensioni etniche e migrazioni,deterioramento ecologico e climatico. Anche sul terreno strettamente politico si sente il bisogno di un salto di qualità nel governo del mondo.

Il concetto di “multilateralismo” esprime l’essenza della soluzione che cerchiamo. La cooperazione multilaterale evita, da un lato, anarchie più o meno bellicose, contrapposizioni regionali, isolazionismi e chiusure protezionistiche e, dall’altro, un ordine affidato all’egemonia di chi ha più forza economica e strategica. Anche quando l’egemonia si esprime con stabili rapporti bilaterali, con una sorta di ordinata raggiera monocentrica, è insostenibile in una geografia di forze, culture, ricchezze, destinata a evolvere rapidamente. Un multilateralismo equilibrato e policentrico è l’unico modo per tener adeguato conto del peso crescente dei beni pubblici globali, come le risorse scarse, e degli interessi generali che, sia in economia che in politica, sono molto più della somma degli interessi nazionali.

La ricerca del multilateralismo economico risponde a dati oggettivi, evidenti. Le capacità produttive dei Paesi e delle regioni del mondo, le loro potenzialità tecnologiche, la loro capacità di sfruttare i vantaggi degli scambi internazionali, evolvono verso una situazione più paritaria. Il policentrismo è un fatto; la raggiera monocentrica non ha più senso. Economicamente il multilateralismo è a portata di mano. Ma il cammino per raggiungerlo, per quanto ineluttabile, è fragile nel breve periodo: diverse forme protezionistiche possono intensificarsi d’improvviso e rimanere per qualche tempo, senza che il loro costo per il benessere del mondo sia subito chiaro a tutti.
Sul fronte politico-strategico l’evoluzione multilaterale è invece minore e rimane più credibile la soluzione di un ordine egemonico mantenuto da una raggiera più o meno monocentrica.

La ricerca del multilateralismo può dunque aver destini diversi sui due fronti economico e politico. Eppure sono fronti collegati, anche perché il governo dell’economia è un fatto schiettamente politico. Se riuscissimo presto, anche approfittando della crisi, a consolidare forme di multilateralismo economico, potremmo poi usare conformazioni del genere anche su terreni schiettamente politici. Il lavoro impostato dal G8 e dal G20 è prezioso. E’ ora urgente riformare e rafforzare le agenzie indipendenti alle quali affidare poteri di iniziativa e di implementazione tecnica della governance economica, come il FMI per la macroeconomia, il WTO per il commercio, le agenzie ONU per la cura del sottosviluppo, il Financial Stability Board per la regole della finanza.

Franco Bruni

 

2 commenti »

  1. [...] Multilateralismo [...]

  2. …………………..Utopie……………False partenze

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