ISPI Dossier
22 Gennaio 2018
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Dilma Rousseff

Dilma_RousseffDilma Rousseff è il candidato ufficiale del Partido dos Trabalhadores (PT) alle elezioni presidenziali in Brasile dell’ottobre 2010. Rousseff, che al momento è il Capo di Gabinetto di Luiz Inacio Lula da Silva, è stata scelta dal presidente stesso come candidata alla sua successione.
Nonostante la sua posizione chiave nel Gabinetto del presidente, Rousseff è relativamente poco conosciuta in Brasile: recenti sondaggi sulle intenzioni di voto la collocano significativamente dietro l’altro candidato di punta, Jose Serra. Dato che la campagna presidenziale non è ancora iniziata, i sondaggi mostrano che Dilma Rousseff può contare su un capitale politico personale abbastanza ridotto.
Il che non dovrebbe essere necessariamente un problema. Il Governo ha un tasso di popolarità molto alto, e il presidente Lula gode di un consenso personale dell’83%: se il Partito e il presidente riusciranno a trasferire una parte di questa buona disposizione su Rousseff, le avranno dato una parte del capitale politico di cui al momento è sprovvista. Questo trasferimento sarà molto probabilmente al centro della strategia di Rousseff per le elezioni presidenziali. Come dimostra il caso del Cile, candidarsi sulla scia di n presidente molto popolare non è la garanzia di un successo elettorale.

Una seconda questione riguarda la possibilità che Rousseff riesca a diventare una figura pubblica di spicco. Va detto che Rousseff non rischia di essere oscurata da nessuno degli altri candidati, perché non ce n’è uno che si distingua come personalità. E’ anche vero che nessuno degli altri candidati è tanto vicino quanto lei al vero gigante della politica brasiliana, il presidente Lula. Probabilmente sarà evidente solo durante l’estate, quando la campagna elettorale sarà nel suo pieno svolgimento, se Dilma Rousseff sarà in grado di tenere una giusta distanza da Lula.

Fino ad allora, la candidata dovrà lavorare al proprio manifesto elettorale. La sfida principale consisterà nel fatto che tutti – dagli analisti fino ai cittadini in generale – ritengono che, chiunque vinca, manterrà inalterate le politiche degli anni passati.
Dilma Rousseff dovrà confrontarsi nei prossimi mesi con una sorta di maledizione del vincitore. Per aiutare Rousseff a risolvere questo problema, il Governo in carica dovrebbe modificare la propria posizione politica, perché questa è credibilmente sostenibile da altri candidati. Se il presidente Lula si spostasse invece più verso sinistra, si posizionerebbe su proposte più difficilmente condivisibili da altri. Dilma Rousseff potrebbe così presentarsi come l’unica candidata in grado di garantire una continuità con il presidente Lula.

Alcuni degli annunici recenti del Governo potrebbero essere letti in questa chiave. Vanno in questa direzione la pressione politica sulla compagnia mineraria Vale, per produrre acciaio in Brasile; i piani per fare sì che una nuova compagnia, di proprietà del Governo sia responsabile dei giacimenti petroliferi scoperti al largo della costa atlantica; la proposta di creare un fondo sovrano dalle imposte sulla esplorazione petrolifera con l’obiettivo di finanziare un certo numero di politiche sociali.

Tutte queste proposte hanno in comune una più forte presenza dello stato nell’economia e in particolare nel settore industriale ed energetico. Sarà chiaro solo nei prossimi mesi, quando la campagna presidenziale inizierà a entrare nel vivo, se queste prime mosse implicheranno uno spostamento a sinistra del governo che si insedierà a partire da ottobre 2010.

Antonella Mori

 

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