ISPI Dossier
24 Gennaio 2018
People to Watch in 2010
Yukio Hatoyama

Yukio_HatoyamaIl primo Ministro giapponese Yukio Hatoyama dovrà affrontare un anno difficile.

Il Partito democratico del Giappone, a cui appartiene Hatoyama, ha vinto le elezioni generali del 31 agosto di un margine rilevante, battendo il Partito liberal-democratico che ha governato il Giappone senza interruzioni – fatta eccezione per un breve intervallo di 11 mesi tra il 1993 e il 1994 – dal 1955 al 2009, proprio come una democrazia a partito unico.

Dal 15 settembre scorso, il primo Ministro è alla guida di una fragile coalizione di governo, formata con due partiti più piccolo, il Nuovo Partito del popolo e il Partito social-democratico, che a turno hanno minacciato di lasciare la coalizione a causa di disaccordi in merito alle riforme economiche e finanziarie, al pacchetto di rilancio dell’economia e più recentemente riguardo alla presenza militare americana nel Paese.

I partiti della coalizione non possono far cadere il Governo, ma siccome il Partito di Hatoyama non ha da solo una maggioranza abbastanza ampia nella Camera alta, il disaccordo con i partiti della coalizione potrebbe rallentare i lavori del Parlamento nel 2010. Le elezioni nella camera alta avranno luogo nell’estate del 2010 e il Partito democratico spera di ottenere una maggioranza tale da poter governare il Paese senza il supporto dei partner della coalizione, giudicati inaffidabili.

Dal punto di vista della politica estera, il Governo giapponese non ha ancora annunciato se intenda o meno cercare di ridurre la presenza militare statunitense a Okinawa, che ospita il 75% delle circa 50mila truppe americane che stazionano sul suolo nazionale. All’inizio del 2009, il primo Ministro aveva annunciato la revisione dell’accordo tra Giappone e Stati Uniti del 2006, che determinava la rilocalizzazione della stazione aerea del Corpo dei marines di Futenma dall’area residenziale di Ginowan nella parte sud di Okinawa a Henoko, una zona meno densamente popolata, situata a nord dell’isola.

Ciononostante, rimane da considerare se Hatoyama sarà in grado e avrà la volontà di rinegoziare e rivedere questo accordo, anche se la vera novità sta nel fatto che per la prima volta nella storia del Giappone contemporaneo Tokyo ha dato segnali di allarme a Washington sul futuro della presenza americana in Giappone.

Per quanto riguarda l’economia del Paese, Hatoyama dovrà affrontare dei problemi non irrilevanti nel 2010, connessi soprattutto con la fragile e per ora non sostenibile ripresa economica del Paese. Nonostante il Giappone, nella seconda metà del 2009, abbia recuperato parte della propria vocazione all’export, questo è avvenuto in misura inferiore a quanto atteso. La deflazione, un problema che accompagna il Paese dall’inizio del cosiddetto “decennio perduto”, e la recessione, che dura ormai da dieci anni, sono elementi ancora preoccupanti.

Date le difficoltà della coalizione, ci si aspetta che il Giappone ritardi ancora il processo di riforme strutturali ed economiche. Shizuka Kamei, il ministro dei Servizi finanziaria si oppone fortemente alla deregolamentazione del mercato del lavoro e alle privatizzazione iniziate durante il Governo di Junichiro Koizumi.

Hatoyama dovrà inoltre  soddisfare parte delle sue costose promesse elettorali,  tra cui un aumento nella spesa sociale e l’aumento delle spese legate al sistema pensionistico ed educativo, che potrebbero rivelarsi finanziariamente insostenibili per un Paese con un debito che alla fine del 2009 ammonta al 200% del PIL.

Axel Berkofsky

 

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