ISPI Dossier
24 Ottobre 2017
La Russia di Putin: democrazia a sovranità limitata

La scontata vittoria di Vladimir Putin, al primo turno delle elezioni presidenziali in Russia è stata conseguita sotto il segno della “stabilità” promessa ai russi e al resto del mondo. Putin si appresta così a tornare alla presidenza per altri sei anni, dopo otto da presidente e quattro da premier. La Russia uscita dalle elezioni vede così la rilegittimazione del leader e la riconferma del suo carisma, per quanto affievolito, in larghi strati, maggioritari, della popolazione. Più che dai probabili brogli, la vittoria è stata favorita dal possesso di ingenti strumenti propagandistici – finanziati con i proventi dell’esportazione di idrocarburi – e di controllo sociale. Tuttavia la terza vittoria di Putin non è stata un trionfo, nonostante i numeri, ma una battaglia serrata con il movimento di protesta nato piuttosto inaspettatamente nelle piazze di Mosca, e parallelo a un crescente scontento nei confronti del leader all’interno di una parte dell’élite russa. La vittoria in nome della “stabilità” sembra aver posto le premesse per ulteriori freni ad un rinnovamento interno e a quella autoriforma che sarebbe invece sempre più impellente in un paese bloccato dal suo obsoleto sistema politico, dall’elevato livello di corruzione, di persecuzione fiscale degli operatori economici indipendenti e di costosa burocratizzazione. In questo contesto, la vera sfida dei prossimi mesi e anni sarà la conciliazione tra un sistema centralizzato e rigidamente controllato – sulla base delle formule politiche elaborate da Putin come “democrazia sovrana” o “verticale del potere” – e le istanze di liberazione e di riattivazione della vita civile e dell’economia.
(foto Ap)

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Esiste un'alternativa al sistema di potere di Putin?

Sergei Khruschev (Brown University): "Nell'attuale panorama politico non ci sono semplicemente alternative. Non perché la Russia abbia intrapreso la via del declino, ma perché la democrazia del Cremlino - per come è strutturata - sembra dia l'opportunità di scegliere il proprio leader, ma in realtà non è così."

Garri Kasparov (membro de L'Altra Russia): "Ogni giorno che passa, la fine dello Stato russo appare sempre più inevitabile. [...] La sopravvivenza del regime di Putin significa la fine del mio Paese. L'unica possibilità di sopravvivenza è rappresentata dallo smantellamento del suo sistema. Potrebbe essere già troppo tardi, [...] ma dobbiamo provare."

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DAL MONDO

LONDRA
(Chatham House)
"Putin Again. Implications for Russia and the West"

MOSCA
(Carnegie Moscow Center)
"The Future of Russia: Modernization or Decline?"

WASHINGTON
(Brookings)
"Putinsanity: The Reelection of Russia's President Should Be a Wakeup Call to the World"

NEW YORK
(CFR)
"The End of the 'Reset'"

LONDRA
(Economist)
"The beginning of the end of Putin"

MOSCA
(Ria Novosti)
"Russia and the changing world"

 

DALLO SCAFFALE

Post-Imperium: A Eurasian Story

The Crisis of Russian Democracy. The Dual State, Functionalism and the New Medvedev Succession

The Return: Russia's Journey from Gorbachev to Medvedev

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