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Un anno dopo l’avvio delle proteste che hanno condotto alla caduta di Hosni Mubarak, la fase di transizione in Egitto non sembra affatto conclusa. I risultati per l’elezione dell’Assemblea per il Popolo (la camera bassa) hanno registrato la vittoria del partito ‘Libertà e Giustizia’ dei Fratelli Musulmani che ha ottenuto il 47% dei seggi; il secondo partito del paese è il movimento salafita al-Nour. Il restante quarto della camera è diviso tra movimenti liberali, laici e membri indipendenti. Al di là della formazione di una maggioranza che potrebbe vedere i Fratelli Musulmani alleati dei liberali del Wafd, la questione tuttora aperta per molti partiti e movimenti rivoluzionari è la permanenza al potere del Consiglio militare e i relativi privilegi degli stessi militari. Neppure l’iniziativa di revocare parzialmente lo stato d’emergenza, come annunciato in un messaggio dal capo dei militari Hussein Tantawi, pare aver convinto chi, nell’anniversario della rivoluzione, ha occupato ancora piazza Tahrir (foto) chiedendo che la via alla democrazia sia immediata e non controllata o condizionata dall’esercito. Le incognite che riguardano il paese nei prossimi mesi sono quindi ancora numerose, a cominciare dai valori della nuova Costituzione per finire con il modello economico con cui affrontare le sempre più urgenti difficoltà su questo fronte.
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Egitto: convivenza o scontro tra partiti e militari?
Yezid Sayigh (Carnegie Middle East Center, Beirut): "Le possibilità di sfidare con successo il potere dei militari dipendono in larga misura dall'unità di intenti dei leader civili e dei partiti politici, oltre che da condizioni esterne favorevoli; allo stato attuale nessuna di queste condizioni sussiste. Il governo civile eletto sarà costretto a fronteggiare le urgenti necessità economiche e sociali, [.] e pare destinato a restare in perpetuo alla mercé delle forze armate".
Marina Ottaway (Carnagie Endowment for International Peace): "Il successo elettorale dei partiti islamisti renderà estremamente difficile il mantenimento del potere da parte dei militari. Questi saranno costretti a confrontarsi con un Parlamento sovrano. [...] Il consiglio militare dovrà prendere atto che le Forze Armate non saranno più arbitro della vita politica egiziana.".
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DALL'ISPI
Where is Egypt Heading? Reasons Why No One Really Knows (new) Sally Khalifa Isaac
Islam e Costituzione: sotto il segno della moderazione (new) Antonio Badini
'Libertà e giustizia', correnti di partito e alleanze di governo (new) Giuseppe Acconcia
Parola d'ordine: evitare default alla greca (new) Ugo Tramballi
Precedenti:
Egitto: pars destruens, pars construens. Uno sguardo agli effetti di una rivoluzione tentata John Shehata
Mondo arabo: l'Islam cui dare fiducia Gian Paolo Calchi Novati
Come la giunta militare in Egitto sfrutta gli scontri con i copti Stefano Torelli
DAL MONDO
WASHINGTON
(Carnegie) "Salafis and Sufis in Egypt"
WASHINGTON
(Brookings) "Prospects for Democracy in Egypt"
NEW YORK
(Council on Foreign Relations) "Egypt's Revolution a Year Later"
NEW YORK
(Foreign Affairs) "Egypt's Military Learns its Lesson"
WASHINGTON
(Foreign Policy) "A Forward Strategy of Freedom"
DALLO SCAFFALE
Storia dell'Egitto contemporaneo, Massimo Campanini
I ragazzi di piazza Tahrir, Azzurra Meringolo
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