ISPI Dossier
26 Giugno 2017

Archivio ottobre, 2012

Casa Bianca 2012: per un pugno di voti

A pochi giorni dalle elezioni del 6 novembre, la campagna elettorale sta volgendo al termine e l’esito finale è quanto mai incerto. La conferma di Obama o l’elezione di Romney sarà determinata da quel 3-6% di indecisi che prenderà una decisione all’ultimo. I sondaggi indicano una situazione di sostanziale pareggio nel voto popolare; Barack Obama preserva un lieve vantaggio nel collegio elettorale, mentre il sostegno a Romney è cresciuto di molto negli stati cruciali – Florida, Virginia, Ohio, Iowa e Colorado – che decideranno il risultato ultimo dell’elezione. Un dato particolarmente significativo è l’estrema polarizzazione tanto dell’elettorato nel suo complesso quanto dei suoi diversi segmenti. La percentuale d’indecisi è davvero limitata. Su temi nodali, questi indecisi non sembrano avere posizioni moderate tanto da rendere parzialmente fuorviante la vecchia idea secondo la quale le elezioni si conquistano spostandosi verso il centro. Più importante, invece, sembra essere oggi la capacità di mobilitare appieno il proprio elettorato, anche a costo di radicalizzare toni e contenuti della proposta politica, come ha fatto con una certa efficacia Mitt Romney. Temi chiave della campagna elettorale sono stati soprattutto quelli di politica interna, l’economia, l’occupazione, la sanità e i tagli al deficit pubblico, mentre i temi di politica estera sono stati piuttosto secondari e concentrati principalmente attorno alla Cina, al nucleare iraniano, alle delicate relazioni con Israele e alla questione terrorismo internazionale. In conclusone, se la retorica dei due possibili presidenti, data la polarizzazione dell’elettorato, potrebbe essere molto differente, una dato che sembra incontrovertibile è quello di un’America molto divisa che pare attraversare una fase di introversione politica.

background scenario

 

forum

Alla Casa Bianca, continuità o cambiamento?

John Kerry (Senatore democratico, Massachussets): "Tutto il mondo ha visto che Romney non è degno di fare il comandante in capo (e) ha squadernato idee false e confuse. Si vede che è impreparato e non conosce le linee principali di politica estera."

Marco Rubio (Senatore repubblicano, Florida): "Il Presidente ha screditato le forze armate tirando fuori questa storia delle baionette e dei cavalli. Invece ha fatto bene Romney a ricordare il disastro in economia. (...) La gente vuole cambiare: vuole qualcuno che sappia come funziona il settore privato, non ha più voglia di scherzare."

commenta

more on

DALL'ISPI

Final Fight: strategie a confronto (new)
Maurizio Molinari

L'uragano Sandy si abbatte sulla corsa elettorale: quali conseguenze? (new)
Annalisa Perteghella

Un'America divisa al voto (new)
Mario Del Pero

Politica estera senza palcoscenico (new)
Francesco Costa

Politica estera/2:
ritorno alla dottrina Powell?
(new)
Andrea Carati

Se vince Romney:
un paese concentrato su se stesso
(new)
Francesco Daveri

Le chances di Obama appese al filo della ripresa economica (new)
Luca Macedoni, Andrea Rongone, Giacomo Saibene

Precedenti:

Corsa a ostacoli verso la Casa Bianca
ISPI Dossier

L'ombra del declino USA sulla sfida Obama-Romney
ISPI Dossier

Eventi:

Le sfide per la politica estera (new) video

 

DAL MONDO

NEW YORK
(New York Times)
"Watching U.S. Race, Other Nations See Themselves"

WASHINGTON
(Foreign Policy)
"How Foreign Policy Came to Matter in This Election"

WASHINGTON
(Brookings Institution)
"A Risky Prospect: U.S.-European Military Cooperation under a Romney Presidency"

WASHINGTON
(Council on Foreign Relations)
"Campaign 2012 - US Startegy and politics"

VARSAVIA
(PISM)
"Republicans on U.S. Foreign Policy: Romney's Reluctant Embrace of Neoconservatism"

 

DALLO SCAFFALE

Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo (1776-2011), Mario Del Pero

precedente

ISPIChi siamoContatti