ISPI Dossier
26 Maggio 2017

Archivio marzo, 2012

Petrolio, la nuova minaccia globale

Il timore per la volatilità dei prezzi del petrolio sta prendendo il posto della crisi europea nelle preoccupazioni degli investitori e del Fondo monetario internazionale. In un momento in cui le economie avanzate sembrano sull’orlo di una recessione, l’area Euro ha appena sperimentato il primo “fallimento” di un paese della moneta unica, e le economie asiatiche stanno crescendo meno delle attese, il prezzo del greggio è in aumento anche sulla scorta di un rischio difficilmente calcolabile, quello di un conflitto in Iran. Seppure lo scenario concreto di una guerra che avrebbe dimensioni globali sia realisticamente remoto, a fare salire il prezzo del petrolio basta la possibilità che si prolunghi lo stato di tensione. All’aumento dei prezzi contribuirebbero varie altre motivazioni, tra le quali il possibile aumento della domanda di greggio dall’Asia, la scarsa flessibilità del sistema di produzione mondiale in questo momento e la liquidità immessa dalle banche centrali. Tuttavia il rialzo non sarebbe completamente giustificabile secondo il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, primo fornitore a livello globale, che sta cercando di rassicurare i mercati dimostrando la propria capacità di supplire a una riduzione degli approvvigionamenti da parte dell’Iran e a un possibile blocco dello stretto di Hormuz, una delle rotte principali per il commercio di idrocarburi.
Gli scenari energetici restano difficilmente prevedibili. Secondo molti analisti, comunque, un prezzo superiore ai 100 dollari a barile – salvo un moltiplicarsi dei rischi – sarà la normalità almeno nel prossimo futuro. E’ plausibile che i costi più alti per il consumo di energia si ripercuotano su molti aspetti della vita economica, dalla produzione, ai trasporti, alle materie agricole con il rischio di ritardare ulteriormente la ripresa globale o di stroncarla del tutto.
(foto Reuters)

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forum

E' inevitabile un nuovo shock petrolifero?

Nouriel Roubini (New York University): "Se lo scenario di conflitto [in Iran] sarà aspro e prolungato l'aumento dei prezzi sarà significativo. Stiamo parlando non di una recessione solo americana ma certamente globale. E in questo momento stiamo uscendo da una crisi finanziaria col fardello di un enorme debito privato e pubblico in molte economie avanzate che non avevamo durante le crisi del 1973, del 1979 o nel 1990".

Daniel Yergin (IHS CERA): "L'unica certezza è che la mappa globale del petrolio sarà ridisegnata completamente nei prossimi anni, non dalla politica ma dalla tecnologia. Il nuovo ordine mondiale dell'energia si baserà su delle risorse che non erano disponibili negli anni recenti, la cui estrazione sarà resa possibile da scoperte e avanzamenti tecnologici. Ci sono ad esempio le sabbie bituminose del Canada, il petrolio brasiliano a grandi profondità e quello estratto dai scisti in Usa".

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(Fortune)
"Saudi Arabia can't save us from high oil prices"

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(Al Arabiya)
"The Arab stock markets' latest rally: A new bubble?"

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(Foreign Policy)
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Oil Titans National - Oil Companies in the Middle East (Brookings Institution)

Che fine ha fatto il petrolio? (Jeff Rubin)

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