ISPI Dossier
26 Giugno 2017

Archivio febbraio, 2012

L’Europa tra tecnocrazia e populismo

Le misure di rigore imposte dall’Europa ai paesi membri hanno avuto in questi mesi l’inevitabile conseguenza di mettere in difficoltà molti governi.
La crisi europea sembra produrre due orientamenti: tecnocrazia e populismo. Li lega la strategia economica cui l’Europa è ricorsa per difendersi dal deterioramento dei conti pubblici: l’austerità. La tecnocrazia deve applicarla, il populismo se ne neutre.
Sul governo italiano di Mario Monti pesano i “consigli” della Banca centrale europea non sempre conciliabili con la concertazione con le parti sociali. In Grecia, invece, seppure governi l’ex banchiere centrale Lucas Papademos, la politica ha mostrato continue resistenze nei confronti della cosiddetta Troika (Bce, Commissione europea, Fmi).
Nel frattempo le pressioni dell’Europa verso i paesi membri per attuare riforme economiche e i sacrifici, richiesti anche ai paesi più virtuosi per soccorrere quelli in difficoltà (a partire dalla Germania), fanno crescere tra la popolazione un sentimento anti-europeo che fornirà slogan per le future campagne elettorali. I segnali di una deriva autoritaria e populista sono già visibili in diverse forze politiche e in alcuni paesi come l’Ungheria. Dopo la cattiva gestione della cosa pubblica la politica è stata messa da parte, ma potrebbe preparare un ritorno che, nella peggiore delle ipotesi, non lascerà spazio alla democrazia europea immaginata dai padri fondatori.
(foto Ap)

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Dietro all'imposizione dei tecnocrati c'è l'Europa tedesca?

Wolfgang Schaeuble (ministro delle Finanze tedesco): [...] "Quando guardiamo alle discussioni di politica interna in Grecia dobbiamo chiederci chi riuscirà a garantire dopo le elezioni che la Grecia manterrà fede a quanto sta stipulando. Non sono affatto convinto che i partiti greci siano pienamente consapevoli delle responsabilità. [...] La Grecia dovrebbe rinviare le elezioni e instaurare un vero governo tecnico che escluda i politici".

Karolos Papoulias (presidente greco): [...] "Siamo tutti obbligati a lavorare sodo per superare questa crisi, ma non possiamo accettare gli insulti del signor Schaeuble. Chi è lui per insultare la Grecia? Chi sono questi olandesi, questi finlandesi? Noi abbiamo sempre difeso non solo la libertà del nostro paese, ma la libertà dell'Europa".

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(New York Times)
"Europe's Failed Course"

NEW YORK
(CFR)
"Italy and the Future of the Eurozone"

LONDRA
(Economist)
"Europe against the people?"

NEW YORK
(CFR)
"Making Modernity Work. The Reconciliation of Capitalism and Democracy"

JOHANNESBURG
(Business Day)
"Gideon Rachman: Europe's new technocrats not miracle-workers"

 

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Mark Leonard

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