ISPI Dossier
16 Dicembre 2017

Archivio ottobre, 2011

Primavera araba: test Tunisia

Primo paese nel quale era scoppiata la rivolta politica, la Tunisia sarà anche il primo paese della “Primavera araba” a confrontarsi, il 23 ottobre, con un test elettorale. Una singolarità che gli sta conferendo un peso specifico e un ruolo simbolico per tutta l’area che va oltre le sue dimensioni, la sua popolazione o la sua importanza strategica: una delicata transizione su cui molti attori internazionali sperano di avere una qualche influenza. I cittadini tunisini eleggeranno un’assemblea costituente che sarà incaricata di redigere una nuova costituzione e di dettare le regole di quella che si spera divenga la democrazia tunisina. Il governo provvisorio, stretto fra l’obbligo di dare quanto prima il segno del cambiamento e la necessità di non disperdere tutte le speranze in una transizione di facciata, ha indetto le elezioni in tempi relativamente rapidi, rinviandole poi per permettere ai partiti di organizzarsi.
L’ipotesi più probabile è che possa emergere una maggioranza relativa del partito islamico Ennahda, che comunque dovrà trovare forme di accordo, con alcuni dei numerosi partiti che compongono il quadro politico del paese. Gli scenari rimangono aperti e legati essenzialmente agli sviluppi del processo democratico in Tunisia, al superamento della frammentazione partitica, alla sintesi che sarà trovata tra le espressioni di libertà e il carattere identitario di un islamismo politico che potrebbe affacciarsi al governo per la prima volta.

background scenario

 

 

forum

Tunisia: un futuro democratico?

H. D. S. Greenway (New York Times): "La democrazia ha più possibilità di successo in Tunisia che in qualunque altro paese del mondo arabo grazie alla presenza di una classe media ben sviluppata, all'alto tasso di alfabetizzazione, alla società civile e alla relativa omogeneità della popolazione. La legislazione a tutela dei diritti della donna è tra le più all'avanguardia della regione".

Paul Schemm e Bouazza Ben Bouazza (Huffington Post): "Alle prossime elezioni il partito islamico Ennahda conquisterà probabilmente la maggioranza dei seggi, grazie al fatto di essere la forza politica meglio organizzata. [..] Molti analisti temono non senza validi motivi che Ennahda sia impegnato a imporre un regime teocratico che vanificherebbe l'affermazione del laicismo e i diritti delle donne, così duramente conquistati".

commenta

more on

DALL'ISPI

Dai Gelsomini alle urne: una legittimità da consolidare (new)
Ahmed Driss (Centre des Etudes Méditerranéennes et Internationales, Tunis)

Né illusioni né paure (new)
Gian Paolo Calchi Novati

Tutti amici della nuova Tunisia (new)
Armando Sanguini

Troppi partiti per la Rivoluzione (new)
Antonio Maria Morone

Un Islam a più voci (new)
Caterina Roggero

La nuova Tunisia
secondo Ennahda
(new)
intervista a Osama al Saghir

Precedenti:

Ottimismo della ragione
per la Tunisia

Caterina Roggero

 

DAL MONDO

DOHA
(Al Jazeera)
"Testing Tunisia's commitment to democracy"

PHILADELPHIA
(Middle East Forum)
"Tunisia's Morning After"

WASHINGTON
(Congressional Research Service)
"Political Transition in Tunisia"

BRUXELLES
(CEPS)
"Tunisia: Changes and Challenges of Political Transition"

COPENAGHEN
(Danish Institute for International Studies)
"Tunisia's Evolutionary Revolution"

 

DALLO SCAFFALE

L'Africa mediterranea: storia e futuro

Tunisia: Stability and Reform in the Modern Maghreb

precedente

ISPIChi siamoContatti