ISPI Dossier
24 Gennaio 2018

Archivio settembre, 2011

Eurocrack: come uscirne

Nelle ultime settimane la crisi in Europa si è approfondita. Le borse sono ripetutamente crollate con perdite superiori al 5% nelle piazze di Milano, Francoforte e Parigi nelle sole giornate del 10 e 18 agosto. Gli attacchi speculativi che fino a poche settimane fa convergevano principalmente sui PIGS adesso si rivolgono con forza all’Italia, terza economia dell’area Euro. La Banca centrale europea è dovuta intervenire comprando oltre 30 miliardi di titoli italiani. Gli attacchi non hanno mancato di destare preoccupazioni anche nella Francia da tripla A – che, come l’Italia, è corsa ai ripari con una manovra aggiuntiva – e hanno addirittura sfiorato il colosso tedesco. Gli Eurobonds che fino a pochi mesi fa rappresentavano una mera ipotesi accademica sono entrati a pieno titolo nel dibattito politico europeo. L’intera costruzione dell’Euro è scossa dalle fondamenta e si diffonde sempre più la sensazione che sia necessario un ulteriore passo in avanti verso l’integrazione economica e politica, quanto meno nell’Eurozona. Non sembra infatti più procrastinabile una profonda revisione dei meccanismi di governance economica che permetta la condivisione di politiche tanto impopolari quanto necessarie per rilanciare la crescita. Rimane da verificare se i leader politici europei vorranno o saranno in grado di procedere a questi profondi cambiamenti che rischiano di mettere a repentaglio il loro sostegno popolare. Le timide proposte avanzate da Merkel e Sarkozy lo scorso 16 agosto non sembrano purtroppo incoraggianti.

background scenario

 

 

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Gli Eurobond sono la soluzione al problema?

Angela Merkel (cancelliere tedesco): [...] "Gli Eurobond sono precisamente la risposta sbagliata alla crisi attuale. Ci portano ad essere un'unione per il debito non un'unione per la stabilità. L'Eurozona deve lavorare in maniera più coesa ma deve lavorare anche a stretto contatto con l'Unione a 27. La nostra moneta non è sorretta da unità politica. La sfida adesso è rafforzare l'euro attraverso una maggiore cooperazione economica e soprattutto più impegno"...

Jean-Claude Juncker (presidente dell'Eurogruppo): [...] "Sono un modo intelligente per mantenere appetibili i paesi più deboli agli occhi degli investitori. Gli Eurobond hanno un'immagine distorta in Germania. Se costruiti in maniera appropriata potrebbero essere uno strumento per incoraggiare i paesi senza solidità finanziaria a mettere in pratica una disciplina fiscale più forte. Creerebbero un grande e omogeneo mercato dei titoli di debito europei"...

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