ISPI Dossier
18 Agosto 2017

Archivio settembre, 2011

“Nuova” Palestina, la svolta impossibile

L’Autorità Nazionale palestinese ha confermato negli ultimi giorni che il 20 settembre chiederà all’Assemblea generale dell’Onu il riconoscimento della Palestina come stato indipendente e sovrano. Se Abu Mazen andrà fino in fondo, la richiesta di diventare il 194° stato sovrano riconosciuto dalle Nazioni Unite dovrà essere valutata dal Consiglio di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno già dichiarato che vi si opporranno e questo sarebbe sufficiente a far decadere la piena sovranità.
Il dossier passerà però all’Assemblea generale che potrà votare la promozione della Palestina da “entità” a “stato non membro”. Un passo in avanti ma non quello decisivo. Se la vera svolta appare quindi ancora una volta impossibile, il risultato politico potrebbe essere importante per le sue conseguenze. Almeno 130 paesi potrebbero votare a favore in Assemblea generale, isolando Israele, gli Stati Uniti e alcuni europei (evidenziando ancora una volta le divisioni interne alla Ue). Gli scenari sono di difficile previsione. Lo stato ebraico potrebbe amplificare la sindrome d’accerchiamento, in un momento di particolare tensione internazionale anche con vicini e partner storici come Turchia ed Egitto. Gli Usa, nonostante le promesse di Obama su un possibile stato palestinese, potrebbero rivedere la politica di aiuti economici e politici verso l’Autorità palestinese. Le piazze arabe potrebbero entrare in agitazione sostituendo gli slogan per la democrazia con quelli contro Israele; anche i giovani palestinesi potrebbero mobilitarsi, iniziando una loro nuova Primavera che potrebbe trasformarsi in una terza Intifada.

background scenario

 

 

forum

Palestina all'ONU: opportuna o minaccia?

Lara Friedman (Director of Policy and Government Relations for "Americans for Peace Now"): "L' iniziativa palestinese all'Onu contiene elementi estremamente costruttivi, come il fatto che la proposta appare fondata sull'impegno palestinese verso la coesistenza di due stati, al raggiungimento di un accordo conforme alla tradizionale posizione di Stati Uniti [.]. L'iniziativa riflette la determinazione della leadership palestinese di ottenere risultati tramite metodi non violenti".

Benny Morris (storico israeliano): "Una volta ottenuto il loro mini-stato, i palestinesi saranno liberi dai vincoli internazionali di un trattato di pace e non avranno promesso nulla in cambio. Saranno anche liberi di continuare la loro lotta contro Israele avendo come obiettivo finale la sua eliminazione. Inevitabilmente, la lotta armata - chiamatela guerriglia o terrorismo - riprenderà".

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(Washington Institute)
"A Coming Storm? Prospects and Implications of UN Recognition of Palestinian Statehood"

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(University of Florida)
"Recognition Of Palestinian Statehood: A Clarification Of The Interests Of The Concerned Parties"

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(OpenDemocracy)
"Palestinian statehood: a turning-point"

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(Mediterranean Politics)
"Two States or Not Two States? Leadership and Peace Making in the Israeli-Palestinian Conflict"

 

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"La questione palestinese", di Edward W. Said

"Il sogno incompiuto", di Ugo Tramballi

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