ISPI Dossier
22 Gennaio 2018

Categoria: Brasile

FMI e nuovi equilibri: le sfide della Lagarde

Pochi giorni fa il consiglio esecutivo del FMI ha eletto il suo successore: Christine Lagarde. L’abbandono forzato di Strauss-Khan ha fatto emergere prima del tempo le tensioni latenti all’interno dell’Organizzazione, aprendo nuovi scenari nella governance economica mondiale e accendendo prematuramente lo scontro tra il blocco dei paesi più avanzati (USA e Europa in primis) e i paesi emergenti, che dall’inizio della crisi finanziaria – peraltro non prevista dalle maggiori organizzazioni economiche mondiali- chiedono una rappresentanza più significativa all’interno delle stesse, affinché rispecchino maggiormente la nuova realtà internazionale. Per tradizione la guida del FMI è prerogativa dei paesi europei, e per la stessa consuetudine, quella della Banca Mondiale è appannaggio degli americani. Sono prassi non condivise dagli esponenti delle economie a crescita accelerata, concentrate soprattutto in Asia, dal momento che, per via di diversi fattori, costituiscono il motore dell’economia globale in questa fase di difficoltà dell’Occidente. Tuttavia le economie a sviluppo accelerato, anche nella partecipazione alla governance mondiale, sembrano talvolta prediligere atteggiamenti da free rider. Le istituzioni economiche mondiali saranno anch’esse sottoposte, nel prossimo futuro, alla tendenza al graduale spostamento dei centri nevralgici della politica e soprattutto dell’economia internazionale verso la dimensione regionale e verso le potenze “emergenti”. Una tendenza che è destinata ad avere importanti implicazioni, soprattutto in termini di redistribuzione del potere e del prestigio internazionale.

background scenario

 

forum

La francese Lagarde al FMI:
è giusto che lo guidi ancora un europeo?

BRICs (dichiarazione congiunta, 25 maggio 2011): "Siamo preoccupati per le recenti dichiarazioni pubbliche rese da alti funzionari europei sulla volontà dell'Europa di mantenere un loro membro al posto di direttore del Fmi. Diversi accordi internazionali hanno spinto perché ci sia un autentico processo trasparente basato su criteri di merito e di selezione competitiva. La situazione richiede l'abbandono delle convenzioni obsolete e non scritte secondo cui il leader del Fmi deve necessariamente essere europeo".

Joseph Stiglitz (premio Nobel per l'economia): "Dopo la crisi finanziaria il G20 convenne che il successivo capo del Fmi sarebbe stato scelto in modo aperto. L'idea - desiderabile - era che da un tale processo ne sarebbe uscito quasi certamente un direttore generale proveniente da un paese emergente. Tuttavia la priorità resta quella di scegliere un leader i cui requisiti siano abilità, impegno e discernimento, qualcuno che proceda sul sentiero delle riforme già avviato dal Fondo. Christine Lagarde, è stata un'indiscussa sostenitrice delle riforme nel settore finanziario e si è guadagnata il rispetto di tutti".

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L'Occidente e la crisi economica. Caos o nuovo ordine internazionale? video

 

DAL MONDO

NEW YORK
(The New York Times)
"The Mystery of Lagarde"

LONDON
(Financial Times)
"Five ways Lagarde can rescue the IMF"

SEUL
(Korea University)
"Issues of and Prospects for International Monetary Reform: Perspectives of East Asia's Emerging Economies"

WASHINGTON
(Foreign Policy)
"Lagarde's To-Do List"

BEIJING
(Caixin)
"IMF: a Swan Song in Two-Part Harmony" by Prof. Romano Prodi (Zoomlion Chair at CEIBS)

 

DALLO SCAFFALE

Il Fondo monetario internazionale di Schlitzer Giuseppe

Unholy Trinity: The IMF, World Bank and WTO di Richard Peet

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