ISPI Dossier
16 Dicembre 2017

Categoria: Polonia

Crisi & Euro: New Europe vs Old Europe?

Mentre la crisi del debito continua a scuotere la ‘vecchia Europa’ a 15, buona parte dei paesi dell’Europa centro-orientale (la ‘nuova Europa’) sembra uscire rafforzata dalla crisi, avendo già completato – o quasi – il processo di transizione verso un’economia di mercato e riducendo sempre più il gap che ancora li separa dal resto della Ue. In particolare, i quattro paesi del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) sembrano pronti a svolgere un ruolo di stabilizzazione nello spazio post-sovietico, ampliando l’alleanza economica fino a ricomprendere la sfera militare, sotto l’egida di Varsavia. Proprio la Polonia – che si appresta ad andare alle urne il prossimo 9 ottobre – continua a mostrare negli ultimi anni positivi segnali di vitalità economica ed assertività politica rafforzati dall’evidenza di un tasso di crescita che nel 2011 si attesterà intorno al 4%. Nel contesto europeo, Varsavia si è già affermata come uno dei paesi maggiormente influenti grazie anche ad una forte intesa con Germania e Francia e all’avvio di una fase conciliante nelle relazioni con Mosca. In questo contesto, l’esercizio della Presidenza di turno del Consiglio, che si concluderà a fine anno, sta offrendo una ulteriore occasione di prestigio e visibilità alla leadership del paese.
Nonostante dunque questi segnali di forza della ‘nuova Europa’, non va tuttavia dimenticata la loro forte dipendenza economica dalla ‘vecchia Europa’. Infatti tali segnali sarebbero inevitabilmente destinati a sparire se le maggiori economie europee non dovessero riuscire a gestire efficacemente la crisi del debito.

background scenario

 

forum

Ai paesi dell'Est conviene ancora entrare nell'Euro?

Fondo Monetario Internazionale: "Per i paesi dell'Unione europea l'ingresso nell'Euro porterebbe benefici per la riduzione del debito accumulato in valuta estera, rimuovendo l'incertezza e ristabilendo la fiducia. Senza l'adozione dell'Euro, fare fronte all'incremento del debito valutario porterebbe a ridimensionare le politiche domestiche in alcuni paesi, contro una crescente resistenza politica". (2010)

Mikael Johansson (Chief Editor of Eastern European Outlook - SEB): "A causa del peggioramento della crisi del debito della zona euro e del rischio di un default della Grecia, ai paesi membri dell'UE in Europa orientale probabilmente non conviene più come prima l’adozione dell’Euro. Alcune di queste economie non si vorranno privare del vantaggio avuto negli ultimi mesi da un deprezzamento delle loro monete". (2011)

commenta

more on

DALL'ISPI

Europa centro-orientale:
al riparo (per ora) dall'eurocrisi
(new)
Lucia Tajoli

Banche in Est Europa:
dal boom alla crisi e ritorno
(new)
Matteo Ferrazzi e Fabio Mucci

Il gruppo di Visegrad
punta a Oriente
(new)
Matteo Cazzulani

Polonia:
una nuova potenza europea
alle urne
(new)
Serena Giusti

Polish nationalism
in transformation
(new)
Marcin Suszycki
(University of Potsdam)

Precedenti:

La Polonia alla prova della presidenza della Ue
Serena Giusti

 

DAL MONDO

NEW YORK
(New York Times)
"Staying Power in Central Europe"

MADRID
(FRIDE)
"Is Poland still committed to the Eastern neighbourhood?"

WASHINGTON
(American Political Science Association)
"Flexibility Revisited: International Markets and the Small States of East-Central Europe"

VARSAVIA
(Instytut Spraw Publicznych)
"How will the EU presidency play out during Polands autumn parliamentary election?"

AUSTIN
(STRATFOR)
"Visegrad: A New European Military Force"

 

DALLO SCAFFALE

"In Search of Lost Meaning: The New Eastern Europe", di A. Michnik

"Poland's EU Accession", di S. Trzeciak

"Un altro Novecento. L'Europa orientale dal 1919 ad oggi", di S. Bottoni


ISPIChi siamoContatti