ISPI Dossier
26 Maggio 2017

Categoria: religione

Un Papa per il mondo che verrà

Oggi 28 febbraio 2013, Benedetto XVI lascia il Pontificato. La storica decisione di Joseph Ratzinger – primo Papa a dimettersi da oltre sette secoli – è stata annunciata lo scorso 11 febbraio.
Quale è stata la dimensione geopolitica del suo Pontificato? Come ha sostenuto un editoriale del settimanale «The Economist», se Giovanni Paolo II è stato un “Papa per il mondo”, Benedetto XVI è stato un “Papa per la Chiesa”. Il teologo Ratzinger si è dedicato, infatti, molto di più al dialogo ecumenico e ai rapporti con le altre Chiese, piuttosto che al dialogo con le altre fedi e ai rapporti con il mondo asiatico e africano, pur avendo compiuto gesti di riavvicinamento ad attori con cui le relazioni sono per tradizione difficili (vedi Cina o Islam). La sua prima preoccupazione è stata quella dell’unità della Chiesa. Benedetto XVI ha criticato, in più di un’occasione, il processo di globalizzazione, definita “tutt’altro che sinonimo di ordine mondiale”: così come Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha preso posizione contro la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, collegando questo fenomeno all’instabilità politica, ai conflitti internazionali (Libia e Siria in particolare) e alla povertà diffusa.
Il Conclave che si riunirà entro il prossimo 15 marzo eleggerà il 266esimo Papa di Roma. Il nuovo Pontefice sarà chiamato ad affrontare tutte le questioni di grande rilevanza che il Papato di Benedetto XVI ha lasciato aperte: la soluzione ai problemi etici all’interno delle Curie, così come le possibili divisioni interne alla Chiesa, la crisi delle vocazioni tra i prelati e le sfide moderniste lanciate dalla maggioranza dei fedeli e dalle chiese emergenti dei paesi più demograficamente rilevanti (America Latina e Africa) sono tra le priorità della prossima agenda papale. Non di meno al successore di Pietro si porrà il compito di riportare la Chiesa di Roma al centro delle grandi emergenze mondiali, non solo spirituali, ma anche e soprattutto politiche.
Questo dossier analizza l’azione di Benedetto XVI nelle aree geopolitiche più rilevanti e delinea le maggiori sfide del prossimo Pontefice.
Due i fronti principali: da una parte, mantenere il focus tradizionale sul continente europeo, con la necessità di recuperare alla fede quei credenti che negli ultimi anni hanno ceduto alle sirene del relativismo e del materialismo; dall’altra, la necessità di trovare il modo di parlare ai popoli dei Paesi emergenti cercando di ridare alla Chiesa stessa quell’aura di universalità che negli ultimi anni è stata offuscata dal carattere prettamente occidentale della cattolicità. (Foto Courtesy Reuters)

background scenario

 

more on

DALL'ISPI

Oltre i confini dell'Europa:
multipolarismo vs universalismo

Pasquale Ferrara
European University Institute - EUI
new

Le troppe incognite
di un successore americano

Luca Ozzano
Università di Torino
new

In America Latina
la sfida delle altre Chiese

Davide Tentori
Chatham House
new

Vaticano e Chiesa russa:
asse cristiano in Europa

Adriano Roccucci
Università Roma III
new

Ragione e fede nel dialogo
con l'Islam che avanza

Francesco Zannini
Pontificio Istituto di Studi Arabi
e d'Islamistica - PISAI

new

Con i nuovi Signori della Cina
un canale da lasciare aperto

Gianni Valente
Pontificie Opere Missionarie
new

Africa, "polmone spirituale"
da rendere protagonista

Elisa Kidané
Combonifem
new

Precedenti:

Le sfide geopolitiche
del prossimo Conclave
Lorenzo Botrugno
ISPI Commentary (Febbraio 2013)

Multimedia:

La Chiesa in un mondo post-occidentale: sfide e opportunità
Pasquale Ferraravideo

Relazioni Islam-Cristianesimo:
il ruolo di Benedetto XVI

Francesco Zanninivideo

Eventi:

L'eredità di Benedetto XVI:
il Vaticano e il mondo

 

DAL MONDO

NEW YORK
(Foreign Policy)
"Vatican Insider"

WASHINGTON
(Council on Foreign Relations)
"Papacy in Transition"

LONDRA
(The Economist)
"Do American Catholics care?"

BRUXELLES
(Financial Times)
"Vatican reaches out in
Latin America"

WASHINGTON
(Pew Reasearch Center)
"The Global Catholic Population"

 

precedente

ISPIChi siamoContatti